L’uso di informazioni derivanti dall’analisi del DNA è una pratica sempre più in uso nella selezione dei riproduttori negli animali da reddito come bovini e maiali.

Questa pratica è invece molto meno diffusa nell’allevamento del cavallo sportivo.
Nella razza Frisona sono disponibili dei test del DNA per individuare la presenza di nanismo e idrocefalia, due difetti genetici dovuti alla presenza di una particolare forma di un solo gene.

Al contrario molti dei caratteri legati alle performance sportive, all’integrità fisica e al carattere di un cavallo, sono influenzati ognuno da più geni. Questo rende molto più complessa la possibilità di fare selezione per questi caratteri per i quali non è sufficiente analizzare la presenza/assenza di una particolare forma di un gene, ma occorre l’analisi dell’intero genoma.
Questo tipo di selezione prende il nome di “selezione genomica”.

Il KWPN ha intrapreso dal 2009 la strada della selezione genomica della sua popolazione per quanto riguarda la trasmissione di uno dei caratteri legati all’integrità fisica, l’osteocondrosi.
Dal 2009 tutti gli stalloni approvati KWPN sono stati obbligatoriamente sottoposti ad un “progeny test” per valutare la trasmissibilità di questo difetto alla progenie.
Il Progeny Test ha previsto che per ogni stallone venissero scelti a caso 20 puledri di 1 anno ogni anno, radiografati in modo da assegnare un punteggio ad ognuno sulla base della presenza o meno di osteocondrosi. Parallelamente gli stessi puledri sono stati “genotipizzati” ovvero è stato eseguito uno screening del loro DNA per individuare dei marcatori (tratti) genetici legati alla presenza dell’osteocondrosi.
In totale sono stati eseguiti 3000 test su altrettanti puledri di 1 anno.

Mettendo insieme i risultati dell’analisi del DNA e del fenotipo (cioè le radiografie dei puledri) si è arrivati a mettere a punto un test del DNA tramite il quale è possibile, senza più la necessità di eseguire radiografie, calcolare un indice genetico per ogni riproduttore relativo alla trasmissibilità di questo difetto.
Considerando un indice medio della popolazione, calcolato grazie al progeny test, di 100 ± 4 uno stallone che ha un indice minore di 96 viene scartato. Gli stalloni con un indice inferiore a 96 possono essere approvati solo in casi eccezionali, quando vengono riconosciute per lo stallone un talento e delle capacità al di fuori del comune. Se i giudici ritengono che lo stallone abbia queste caratteristiche, si reputa che queste possano compensare il suo basso indice.

Per conferire il titolo “elite” ad una fattrice si richiedono gli stessi standard.
Quando lo stallone ha un valore di questo indice di 96 o superiore ottiene il titolo D-OC.

Gli altri caratteri per i quali si sta lavorando in modo da poter operare una selezione genomica, sono l’altezza e gli appiombi anteriori e posteriori.
Lo scopo ultimo, ma anche il più difficile, sarà quello di arrivare ad una selezione genomica per il salto ed il dressage. Un obiettivo molto complesso da raggiungere perché questi caratteri hanno una bassa ereditabilità e sono invece influenzati da fattori esterni in maniera significativa. Basti pensare all’influenza di un cavaliere sulle performance di un cavallo.

Anche il Selle Francais si sta muovendo in questa direzione con il progetto SOGEN nel quale si vuole arrivare ad operare una selezione genomica per quanto riguarda i caratteri legati alle performance sportive nel salto ostacoli.

La selezione genomica rende più rapida la selezione dei riproduttori, senza dover aspettare molti anni prima di sapere come produce uno stallone o una fattrice. Ridurre i tempi significherebbe un più rapido miglioramento di tutta la popolazione per i caratteri sui quali si fa selezione.

Nella pratica per gli allevatori significa avere uno strumento in più, utile nella scelta degli accoppiamenti che potranno così essere più corretti, evitando una parte degli errori.

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