Nell’ultimo numero della Z Magazine, la rivista edita dallo Studbook Zangersheide, viene sollevata una questione alquanto spinosa: il test del DNA e la reale parentela del puledro allevato.

Lo Studbook Zangersheide, come la maggioranza dei principali libri genealogici tra cui  il MIPAAF, testano tutti i puledri nati ogni anno per verificare l’autenticità degli ascendenti dichiarati  dall’allevatore al momento della nascita, ma non è così in tutti gli Studbook.

Secondo la normativa europea attualmente vigente gli Studbook devono poter offrire l’opportunità di eseguire il test del DNA, ma non vi è alcun obbligo.

Il problema sta emergendo in seguito ad uno studio commissionato dallo Studbook Zangersheide, sull’autenticità dei genitori di fattrici residenti in Belgio. Al momento il governo fiammingo prevede che il test del DNA venga eseguito obbligatoriamente solo a campione, testando 1 puledro ogni 250 nati.

Dallo studio stanno venendo alla luce diversi casi in cui il padre dichiarato purtroppo non era quello reale.
Considerando che queste fattrici hanno a loro volta prodotto dei figli, il numero di “genealogie false” cresce così in maniera esponenziale.
Fortunatamente il BWP ha stabilito che dal 2018 tutti i foal dovranno essere sottoposti al test del DNA.

Questi alcuni casi di identità sbagliate, di cui uno ci riguarda da vicino:

American Blue con Gabriele Grassi
American Blue con Gabriele Grassi

TOSCA VAN ESSENE, fattrice registrata BWP, è la madre di AMERICAN BLUE VAN EECKELGHEM (da MR BLUE), cavallo con il quale Gabriele Grassi ha preso parte ai Campionati del Mondo di Lexington nel 2010, passato poi sotto la sella di Natale Chiaudani. Ha prodotto inoltre lo stallone INTRO VAN EECKELGHEM (ISJ 1,50m con André Reichmann), ma anche CLEVER GIRL VAN EECKELGHEM (ISJ 1,45m). TOSCA VAN ESSENE era stata registrata come figlia di SHEYENNE DE BAUGY, ma in realtà è figlia di EROS PLATIERE.

CYTHAGORAS R è stata registrata nel BWP come figlia di DARCO, e quindi sorella piena di TORNADO R, saltatore internazionale con Ludo Philippaerts e di DARCON, anche lui saltatore in cat 1,60m. Geneticamente quindi una fattrice di valore. Sfortunatamente CYTHAGORAS R è figlia di ANDIAMO Z. Considerando che questa cavalla ha prodotto 16 figli, i quali a loro volta hanno dei figli, è chiaro che il danno economico per i proprietari di questi prodotti è notevole.

IBLESSE VAN BAREELHOF femmina BWP era stata registrata come figlia di BLUE BOY VAN BERKENBROECK e di una madre da NONSTOP (da DARCO). IBLESSE, di proprietà di Ashford Farm, ha svolto attività sportiva e poco prima della sua vendita i proprietari hanno eseguito un embryo transfer con DOUGLAS (da DARCO) proprio per avere un suo puledro. Ma in realtà IBLESSE non è una figlia di BLUE BOY VAN BERKENBROECK ma di VITO, un altro figlio di DARCO. Di conseguenza il puledro che nascerà avrà un inbreeding molto stretto, anche se non intenzionale, su DARCO.

Non si conoscono ancora i numeri finali dello studio, perché la Z-Magazine riporta che sono tutt’ora in corso i test del DNA da loro commissionati.

Un dato interessante proviene da un laboratorio olandese (VHL Genetics), che processa ogni anno circa 350.000 campioni di DNA, il quale ha stimato in una percentuale del 4% le false identità tra i cavalli testati.

Sulla questione la WBFSH non ha ancora preso posizione ma dovrebbe, quanto meno, rendere il test del DNA una procedura standard, e non a campione o opzionale, per gli Studbook che vi fanno parte. Sarebbe doveroso e anche poco dispendioso se si considera che il costo per questo tipo di analisi, ormai diventato di routine, è di poche decine di euro.

Le conseguenze derivate dell’incertezza riguardo i reali ascendenti potrebbero essere importanti soprattutto per il mercato dei foal e degli embrioni, se gli Studbook che ancora non obbligano al test del DNA non porranno rimedio.

Inoltre se fino a poco tempo fa il problema riguardava solamente lo stallone, oggi con l’avvento delle tecniche di embryo transfer, di ovum pick up e fecondazione ICSI, con embrioni che non crescono più nelle loro madri naturali, la questione si estende ad entrambi i genitori.

Negli ultimi tempi proprio il mercato dei foal e degli embrioni sta assistendo ad una crescita importante e, oltre ad essere aumentati il numero di soggetti venduti, grazie anche alle aste online, anche la cifra media che si è disposti a spendere per un foal o per un embrione con una genetica di primo livello, sta di pari passo crescendo.
D’altra parte in un soggetto non ancora nato o di pochi mesi quello che più conta è proprio la genetica.
Ma chi sarà ancora disposto a spendere cifre importanti senza adeguate garanzie?

Per non parlare delle fattrici, patrimonio di ogni allevatore, che rappresentano un investimento duraturo nel tempo. E se la fattrice avesse in realtà dei genitori diversi da quelli dichiarati?  Il danno potrebbe essere notevole. Pensiamo che prima di tutto ogni allevatore studia l’incrocio migliore per la sua fattrice anche in base alla genetica della fattrice stessa. Non solo, ma se questi vende un cavallo con delle origini diverse da quelle dichiarate può andare incontro a conseguenze legali.
Certamente il venditore può essere in buona fede, magari è un allevatore che ha acquistato una fattrice con un passaporto sbagliato, o può aver acquistato un seme che poi si rivela di uno stallone diverso.

Di chiunque siano le responsabilità il problema diventa prevalentemente di credibilità e una situazione del genere, se protratta, può ledere tutto il comparto senza un’adeguata ed uniforme legislazione a livello europeo.

 

Fonte: Z-Magazine

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