In uno studio pubblicato sulla rivista “Bull. UASVM Animal Science and Biotechnologies” sono stati esaminati i primi 103 cavalli presenti nella ranking list del salto ostacoli del 2014 stilata dalla FEI e dalla WBFSH.

I cavalli presenti nel campione analizzato avevano per la maggior parte un’età compresa tra i 10 e i 14 anni (82%), mentre quelli con un’età inferiore ai 10 anni (tutti di 9 anni) erano il 10.7%. I cavalli con più di 14 anni erano il 6.8%.

Considerando il sesso il 33% dei cavalli del campione erano femmine, il 22,3% stalloni e il 44,7% castroni.

Invece per quanto riguarda le origini dei cavalli Il 34% apparteneva ad uno studbook tedesco (34.3% HOLST, 20% OLDBG, 20% WESTF, 17.1% HANN, 5.7% BRAND e 2.9% Thuringer), il 26,2% ad uno studbook belga (11.1% ZANG, 70.4% BWP e 18.5% SBS), il 18,4% ad uno olandese (94.7% KWPN e 5.3% NRPS), il 9.7% ad uno inglese o irlandese (70% AES, 20% ISH and 10% SSH), l’8.7% era Selle Francais e il 2.9% svedese (SWB).

I punteggi ottenuti sulla base dei risultati sportivi durante l’anno preso in esame, variavano per ogni cavallo da 365 a 1104 con una media di 516,82.

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Età, sesso e origine dei cavalli presenti nel campione analizzato nello studio.

Dall’analisi statistica di questi dati mettendo in relazione le tre variabili (età, sesso e origine) è stato dimostrato che nonostante provenienze diverse, diversa età e sesso dei cavalli, non vi sono differenze nella capacità di acquisire punti nella ranking mondiale in relazione all’età, al sesso o all’origine.

 Questo risultato può essere spiegato considerando che i cavalli presi in esame sono il risultato di una selezione che, nel caso in cui si sia rivelata in grado di produrre un cavallo tra i top 100 mondiali, ha dato origine a soggetti piuttosto omogenei fra loro in termini di “capacità di guadagnare punti” e quindi di competitività a livello mondiale.

Tornando alla domanda iniziale: cosa accomuna i primi 100 cavalli della ranking list?

Sebbene ogni studbook contribuisca in modo diverso al numero di cavalli nei top 100, quelli che arrivano ad occupare posizioni di rilievo sono tutti il risultato di una selezione che ha operato nella stessa direzione, producendo saltatori che per raggiungere la vetta della ranking mondiale devono necessariamente presentare ben determinate caratteristiche sportive, comuni fra loro.

Roman-Popovici, A., Sumovschi, D., & Gîlcă, I. (2015). Competition Jumping Horses: Effects of Age, Sex and Breed on the FEI/WBFSH World Ranking. Bulletin of UASVM Animal Science and Biotechnologies, 72(1), 59-65.

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