Nelle giornate di sabato e domenica a Fieracavalli l’associazione Cavalli d’Italia ha organizzato due incontri con il tecnico federale Eric Louradour, aperti a tutti gli allevatori, per parlare dell’allevamento del cavallo sportivo in Italia.

Nei due incontri Eric Lauradour ha parlato di quella che è la sua visione dell’allevamento in Italia e all’estero, ha dato delle indicazioni importanti agli allevatori su tematiche specifiche e ha condiviso con tutti la sua esperienza con il lavoro dei giovani cavalli. Inoltre ha cercato di mettere in evidenza pregi e difetti del nostro allevamento dando dei suggerimenti su come intervenire per cercare di migliorarlo.

“In Italia a mio avviso ci sono molti allevatori con una grande passione che hanno fatto grossi investimenti per il loro parco fattrici e accettano di allevare anche affrontando dei costi maggiori rispetto a quelli degli altri paesi europei. Questo ha portato un aumento della qualità dei prodotti italiani negli ultimi anni.”

Riguardo alla produzione di cavalli per il salto ostacoli tre sono le caratteristiche che secondo Eric Lauradour oggi un cavallo sportivo oggi deve avere: il fisico forte, il sangue e l’equilibrio.

Così lui stesso ha spiegato agli allevatori presenti: “Il vostro allevamento soprattutto all’inizio, ma in alcuni casi anche oggi, ha avuto il problema di essere costituito da fattrici che erano cavalle di proprietà ritirate dallo sport, a cui si era molto affezionati. Alcune volte la causa del loro ritiro era dovuta a tare fisiche che potevano poi essere trasmesse ai figli. Queste fattrici non si possono  mettere in allevamento, perché solo le migliori devono essere mantenute in razza. Ultimamente all’estero anche allevatori importanti hanno drasticamente ridotto il numero delle loro fattrici, eliminando quelle che non producevano bene, perché oggi solo la qualità paga in termini di rientro degli investimenti fatti.

Consideriamo inoltre che oggi i cavalli in gara, soprattutto a grossi livelli, sono molto impegnati fisicamente e per questo devono essere selezionati soggetti molto forti, robusti. Le fattrici che trasmettono tare fisiche non vanno fatte riprodurre.

Un’altra caratteristica che il puledro di oggi deve avere per diventare un futuro cavallo sportivo è il sangue. Gli impegni sportivi sono sempre maggiori e quando manca il sangue la fatica si fa sentire di più, soprattutto quando si affrontano diversi percorsi in maniera ravvicinata.

L’ultimo elemento importante è l’equilibrio. Questa è una caratteristica fondamentale per come sono strutturati i percorsi oggi: il controllo del cavallo e la gestione devono essere ottimali e tutto questo è facilitato da un buon equilibrio naturale”.

Sempre analizzando la situazione italiana Eric Lauradour ha parlato di un’altra criticità del nostro allevamento:

Due problemi che avete in Italia sono la tipologia dei terreni e gli spazi disponibili. I terreni sono molto duri, soprattutto quando fa molto caldo, e spesso gli spazi disponibili per i puledri sono limitati. Questo porta ad avere cavalli che, confinati in spazi ristretti, sviluppano poco la loro muscolatura e sono spesso sovrappeso. La conseguenza di tutto ciò è che tendono ad essere cavalli meno resistenti e più fragili quando messi nello sport. Io stesso ho acquistato dei puledri in Italia e poi li ho portati a crescere in Olanda o in Francia, questi non hanno mai avuto problemi fisici, come invece mi è successo per puledri che sono cresciuti su terreni non adatti e in spazi piccoli. Il mio suggerimento è quello di ridurre il numero di cavalli se non avete spazi a sufficienza per garantire superfici adeguate per ognuno.”  

Riguardo agli incroci Eric Lauradour ammette che il compratore spesso è attirato da linee di sangue “alla moda” con stalloni famosi come padri.

“L’allevatore quando pensa a quali incroci utilizzare non si deve basare solo sull’uso dello stallone famoso. Deve cercare lo stallone con le caratteristiche fisiche che meglio si adattano alla propria fattrice. Ogni allevatore sa quali sono i pregi ed i difetti che la propria fattrice trasmette, ed su questa base che si deve basare l’incrocio. Se poi lo “stallone di moda” risulta essere adatto alla propria fattrice il prodotto sarà più appetibile dal mercato.

Una volta nati come capire le potenzialità dei propri soggetti? Eric Lauradour spiega che è possibile, da parte dell’allevatore, fare una prima selezione dei prodotti già a 6 mesi ed una seconda a 3 anni.

A 6 mesi si parte dalla valutazione della linea di sangue ma io personalmente guardo molto se il puledro ha classe, non vuol dire che debba essere bellissimo, ma deve esprimere classe, deve essere distinto. Poi guardo le andature. Puledri che trottano con schiene rigide, anche se con un trotto ampio, a me non piacciono. Fondamentale per me è il galoppo: ci deve essere una bella spinta con una adeguata sospensione.

Poi i puledri secondo me vanno lasciati crescere, considerate che gli arti finiscono di formarsi a 2 anni, mentre per completare lo sviluppo della schiena si arriva ai 7 anni. Per questo io insisto nel dire che bisogna evitare di far saltare troppo i puledri.

A tre anni si può fare una seconda selezione guardandoli saltare scossi. Non c’è bisogno di fare grosse altezze. Se un cavallo ha forza in genere si vede subito, mentre la tecnica se non è perfetta sul salto in libertà può sempre migliorare. Alcuni cavalli saltano scossi subito bene, altri hanno bisogno di più tempo, ma non vuol assolutamente dire che non saranno buoni cavalli.”

Per quanto riguarda la formazione del puledro e la sua crescita sportiva Eric Lauradour spiega quale è la sua opinione sulle gare riservate ai 4 e 5 anni.

“Sempre nell’ottica di far crescere bene un giovane cavallo per me la partecipazione alle finali dei Circuiti riservati ai 4 e 5 anni non sono importanti. Anzi i 4 anni secondo me non le dovrebbero fare perché troppo impegnative per loro. Per far crescere bene un cavallo basta fare pochi salti, soprattutto se abbiamo un cavallo di qualità. Basta uscire qualche volta andando a saltare in un campo diverso, anche in un’altra scuderia, non c’è bisogno di fare tre giorni di concorso. L’importante è la progressione nel lavoro e la qualità del lavoro, non la quantità o il numero di salti. Basta un buon lavoro invernale e poi i 4 anni si possono rimettere al prato per poi riprenderli a 5 anni.

Ho notato che ad Arezzo ai Campionati per i Cavalli Giovani i puledri di 4 anni hanno saltato tre giorni di seguito. Questo per me è sbagliatissimo. In Germania o a Lanaken non ci sono le finali dei 4 anni e anche in Francia si sta discutendo se eliminarle.

Per prima cosa ci dovrebbe essere un giorno di riposo e non tre giorni di gara consecutivi. Inoltre non mi piacciono le categorie a giudizio per i 4 anni perché costringono i cavalieri a montare i puledri facendoli saltare in modo da avere più punti, alle volte forzando troppo il cavallo, cosa che porta a rovinare i buoni soggetti compromettendone la crescita.

Un’altra cosa che ho visto ad Arezzo e che non mi è piaciuta è la gabbia di verticali. Un 4 anni dotato di un galoppo ampio e con molta forza fa fatica. In Francia la gabbia c’è solo nel secondo semestre, a due tempi ed è oxer verticale.”

Un altro aspetto su cui Eric Louraour ha insistito nel suo intervento è quello relativo alla promozione dei prodotti del nostro allevamento.

Dovete approfittare di questo momento dove i vostri cavalieri stanno raccogliendo successi a livello internazionale e sfruttare la visibilità data dai vari Piergiorgio Bucci, Lorenzo de Luca, Emanuele Gaudiano, Alberto Zorzi, per promuovere anche il vostro allevamento. E’ in questo momento che dovete cavalcare l’onda e organizzare la giusta strategia di comunicazione e promozione.

Inoltre per dare visibilità ai propri prodotti, soprattutto se un allevatore deve farsi ancora conoscere, è importante cercare di farli andare nelle mani di cavalieri che possano poi dare visibilità all’allevamento, magari accontentandosi di guadagnare un po’ meno, considerandolo un investimento in marketing.

Ed è proprio sulla promozione dei puledri e del nostro allevamento che l’associazione Cavalli d’Italia vuole puntare con delle iniziative che saranno decise a breve e che verranno messe in atto già a partire dal prossimo anno.

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