Negli ultimi anni  le vendite all’asta di embrioni, foal, fattrici e cavalli sportivi sono andate sempre più crescendo, soprattutto con l’avvento delle aste online che si sono affermate prepotentemente sul mercato a partire dal 2014.

Quest’anno la pandemia causata dal Covid-19 ha messo in ginocchio anche il settore equestre, compreso il commercio dei cavalli, sia per la crisi economica che ne è derivata, sia per l’impossibilità di muoversi per andare di persona a provare o vedere il cavallo o il foal a cui si fosse interessati.
Discorso diverso per il mercato degli embrioni dove non c’è ovviamente la necessità di spostarsi per poterli acquistare, quindi molto legato alle vendite online anche in tempi pre-Covid.

Nell’ultimo periodo le aste online sono cresciute esponenzialmente sia in termini di nuovi soggetti che le organizzano, sia per quanto riguarda la frequenza delle stesse, segno di una domanda crescente da parte degli acquirenti, oltre che di un’ampia disponibilità da parte dei venditori di soggetti sempre più qualitativi. Praticamente non passa giorno dove non ci sia da qualche parte in Europa e nel mondo un’asta online in scadenza.
Grazie a questo tipo di vendita negli ultimi mesi, durante i quali il lockdown non ha permesso il movimento delle persone, si è potuti andare incontro alle esigenze di allevatori e proprietari nella commercializzazione dei loro prodotti, permettendo di non bloccare completamente il comparto.

Solo nei primi 6 mesi di quest’anno si sono già svolte 84 aste online che hanno riguardato la vendita di cavalli sportivi, foal ed embrioni. Appena due anni fa, nel 2018, il numero delle aste per lo stesso periodo dell’anno era stato intorno a 50.

In questo articolo, e in quello che verrà pubblicato successivamente, sono state analizzate separatamente le vendite dei primi sei mesi del 2020 (da gennaio a giugno) per quanto riguarda gli embrioni, i foal e i cavalli sportivi.

Per chiunque abbia intenzione di vendere attraverso questa modalità è fondamentale conoscere quali sono le richieste del mercato e i prezzi che si possono realizzare.

– EMBRIONI –

Sono stati 170 gli embrioni venduti in 13 diverse aste, un numero in aumento rispetto al 2018 dove si era arrivati a commercializzare 131 embrioni.

Gli embrioni con linee da salto ostacoli sono stati la grande maggioranza, dato che solo 11 avevano linee da dressage. Il giro d’affari totale è stato di 2.665.500 €, con un prezzo medio di 15.679 €.
Sempre confrontando le cifre del 2018, il totale delle vendite raggiunse due anni fa la cifra di 1.871.500 €, con un prezzo medio di 14.400 €.

Se il prezzo medio è salito in questi due anni, le cifre dei top price sono invece diminuite. Ricordiamo che nel 2018 furono spesi 60.000 per l’acquisto dell’embrione da EMERALD e WALNUT DE MUZE, saltatrice internazionale con Harrie Smolders e madre di eccezionali saltatori e stalloni approvati tra cui CARRERA DE MUZE, FALAISE DE MUZE, FETARD DE LA POMME e I’M SPECIAL DE MUZE.

Quest’anno l’embrione che ha realizzato la cifra più alta è stato quello da CORNET DU LYS e la non meno prestigiosa ELECTRA VAN ‘T ROOSAKKER, pagato 40.000 €. In realtà a metà febbraio al momento dell’asta Arquana il puledro era già nato, anticipando di pochi giorni la data prevista del parto.

Il secondo prezzo più alto è stato realizzato da un embrione con una linea da dressage, nato da LE FORMIDABLE e RENATE-UTOPIA e venduto per 38.000 €. La madre ha prodotto l’eccezionale VIVALDI, che oltre ad aver raggiunto i massimi livelli nel dressage, è oggi tra i riproduttori più richiesti, padre di numerosi vincitori e stalloni approvati.

Solo 2 mila euro in meno sono stati pagati per l’embrione da CHACCO BLUE e OTELLA DI FER (DIAMANT DE SEMILLY x MARIUS CLAUDIUS), pagato 36.000 €. La seconda madre è SEA COST FERLY (ISJ 1,60m), mentre la terza madre è la grande NARCOTIQUE DE MUZE II.

Segue con 35.000 l’embrione che nasce da TOULON e CASCHA DELLA CACCIA, fratello o sorella piena del Sella Italiano TULIMAN DELLA CACCIA (rinominato PSG FINAL), montato dall’irlandese Cian O’Connor.

Alla cifra di 33.000 è stato venduto l’embrione da CARTHAGO e AZUELA DE MUZE, figlia della grande NARCOTIQUE DE MUZE II e già madre di FELINI DE LA POMME e VEDET DE MUZE, entrambi saltatori in cat 1,60m.

Alla cifra di 32.500 ritroviamo un altro embrione con una linea da dressage che nasce da DON JUAN DE HUS e POETIN Z I. La madre è il clone di POETIN, vincitrice nel 2003 dei Campionati del Mondo di dressage nei 6 anni e venduta sempre a 6 anni per 2,5 milioni di euro.

Scendendo di prezzo arriviamo ai 32.000 spesi per l’embrione tra TOBAGO Z ed EVITA VAN’T ZOGGEHOF, compagna di gare di Lorenzo de Luca e nipote della grande FRAGANCE DE CHALUS.

– LE LINEE MATERNE –

E’ risaputo che nel caso degli embrioni una linea materna di prestigio è quella che più di tutto influisce sul prezzo. Ed è proprio per questo che è interessante guardare quali sono state le linee materne più rappresentate tra gli embrioni venduti e quelle che hanno pagato di più.

Con 18 embrioni la linea materna BWP 100 è quella più presente. A questa linea appartiene USHA VAN ‘T ROOSAKKER, che ha dato vita ad una discendenza ricca di saltatori eccezionali. Proprio da questa linea discende il sopracitato top price. Il prezzo medio di questi 18 embrioni è stato di 20.000 , maggiore rispetto al prezzo medio calcolato sul totale delle vendite.

Con 11 embrioni segue la linea BWP 34 che vede in QERLY CHIN la fattrice che ha dato origine ad una delle stirpi più prestigiose del circuito di salto ostacoli. A questa linea appartengono gli embrioni da OTELLA DI FER e AZUELA DE MUZE, elencati tra quelli più costosi. Il prezzo medio di questi 11 embrioni è stato di 20.500 , anche in questo caso maggiore rispetto al prezzo medio calcolato sul totale delle vendite.

Queste due linee sono accomunate dal fatto che sia USHA VAN ‘T ROOSAKKER che QERLY CHIN sono state entrambe ottime performer prima di diventare delle grandi madri, ed entrambe sono figlie di CHIN CHIN.

Con 7 embrioni ciascuna troviamo 2 linee: la BWP 37.1, SF 106 e la Merrielijn 260, fokfamilie 210.
La prima linea è quella della grande FRAGANCE DE CHALUS, e prima di lei della madre NIFRANE e della nonna IFRANE, che sono state delle eccezionali portabandiera di questa linea materna.
Tra gli embrioni più pagati troviamo quello tra TOBAGO Z ed EVITA VAN’T ZOGGEHOF. Il prezzo medio di questi 7 embrioni è stato di 17.714 , di nuovo maggiore rispetto al prezzo medio calcolato sul totale delle vendite.

Alla linea Merrielijn 260, fokfamilie 210 invece appartiene TA BELLE VAN SOMBEKE, anche lei saltatrice internazionale prima di intraprendere la carriera allevatoriale, e anche lei figlia di CHIN CHIN!
L’embrione più pagato appartenente a questa linea è stato quello tra QUASIBELLE DU SEIGNEUR e TALOUBET Z, pagato 24.000 €. Il prezzo medio di questi 7 embrioni è stato di 17.571 .

Infine con 5 embrioni troviamo la linea SF 105 alla quale appartiene JAVOTTE D, da cui discendono saltatori del calibro di ITOT DU CHATEAU. Gli embrioni più pagati discendenti da questa linea sono stati quelli tra ETNA DU CHATEAU e EMERALD e tra TAIGA DE CHAMPLOUE e MYLORD CARTHAGO, entrambi acquistati per 16.000 €. In questo caso il prezzo medio dei 5 embrioni scende a 14.200 €.

Linee materne più rappresentate negli embrioni all’asta
 – MADRI CON PIU’ DI UN EMBRIONE –

Ormai chi è proprietario di fattrici di prestigio, i cui prodotti riescono a spuntare prezzi alti nelle aste online, tende a produrre diversi embrioni per poi venderli in maniera scaglionata nelle diverse aste.

Questo è stato possibile anche grazie all’ottimizzazione delle tecniche di OPU-ICSI, attraverso le quali oggi si riescono a produrre sempre più gravidanze (VEDI ARTICOLO INTERVISTA A CESARE GALLI).

Il risultato è che ci sono alcune cavalle che nei primi 6 mesi del 2020 hanno presentato due o anche tre embrioni in aste diverse.

HERA VAN’T ROOSAKKER (BWP 100) figlia di CELLA (da USHA VAN ‘T ROOSAKKER, compagna di gare di Ben Maher) e HANNABELLE VAN’T ROOSAKKER Z (Merrielijn 260, fokfamilie 210), figlia di QUASIBELLE DU SEIGNEUR (sorella uterina di GLOK’S LONDON), hanno entrambe venduto 3 embrioni in tre aste diverse. Per HERA le cifre sono state di 20.000, 18.000 e 17.000 , mentre per HANNABELLE di 16.000, 17.000 e 19.000 €.

La madre di HANNABELLE, QUASIBELLE DU SEIGNEUR, quest’anno ha venduto due embrioni figli di TOULON e TALOUBET Z, il primo a 22.000 e il secondo a 24.000 .

Due embrioni anche per SOMARA (Merrielijn 103, fokfamilie 110), sorella uterina di HICKSTEAD (ISJ 1,60m Eric Lamaze) e madre di ADMARA (ISJ 1,60m Carlos Lopez), venduti in due aste diverse per 30.000 € e 22.000 , entrambi figli di PADINUS.

Anche SISSI VAN SCHUTTERSHOF (Hannover Stutenstamm 2192107, Schridde 381), cavalla performer con Jur Vrieling e sorella piena di KASHMIR VAN SCHUTTERSHOF, ha prodotto due embrioni venduti per 21.000 € e 24.500 €, figli di BALOUBET DU ROUET e CORNET OBOLOENSKY, rispettivamente.

Fattrici che hanno venduto più di un embrione
–  PADRI DEGLI EMBRIONI –

La scelta dello stallone nel caso di un embrione da vendere all’asta segue in genere criteri molto spesso differenti rispetto a quando un allevatore decide lo stallone per la propria fattrice con lo scopo di far nascere un puledro nel proprio allevamento.

Nel caso degli embrioni difficilmente si azzardano stalloni giovani o emergenti, si cerca piuttosto di puntare su stalloni quotati, spesso non più giovani o addirittura già scomparsi, che rappresentano una certezza per la comprovata qualità dei loro prodotti e, perché no, sono anche di moda.

Lo scopo principale non è quello di trovare l’incrocio che darà il miglior puledro sulle basi delle caratteristiche della fattrice, ma l’incrocio che si riuscirà a vendere al prezzo più alto.

Se andiamo a guardare gli stalloni con più figli troviamo 9 padri che in totale hanno prodotto 81 embrioni, poco meno della metà di quelli venduti.

Il più richiesto e quindi anche quello con più figli è CHACCO-BLU che conta 19 embrioni, seguito da EMERALD, il più “giovane” tra i nove avendo 16 anni, con 16 embrioni.

Al terzo posto troviamo CORNET OBOLENSKY con 14 embrioni, seguito da BALOUBET DU ROUET con 7 embrioni e da FOR PLEASURE, BAMAKO DE MUZE, DIAMANT DE SEMILLY, HEARTBREAKER e KASHMIR VAN SCHUTTERSHOF, tutti con 5 embrioni.

A conferma di quanto detto prima di questi 9 stalloni quattro sono ormai scomparsi.

Stalloni con il maggior numero di embrioni

Anche se è la madre che ha il peso maggiore nel definire il prezzo finale dell’embrione, per gli stalloni con più figli all’asta si è calcolato il prezzo medio di vendita.

Il prezzo medio più alto è stato raggiunto dai figli del leader delle classifiche stalloni, CHACCO BLUE, che sono stati venduti in media per 21.000 € circa. Al secondo posto BALOUBET DU ROUET i cui prodotti hanno raggiunto un prezzo medio di 19.400 € circa. Segue HEARTBREKER con un prezzo medio di 18.300 €.

Prezzo medio degli embrioni divisi per stallone
– A CHE CIFRE SI VENDONO GLI EMBRIONI? –

Chiunque stia pensando di tentare la strada delle aste online per la vendita di un embrione essendo proprietario di una fattrice con una linea materna importante, si chiederà per prima cosa se ne potrà valere la pena, se questo tipo di vendita potrebbe essere sufficientemente remunerativo.

La risposta è ancora una volta nei numeri. Se andiamo a suddividere in fasce di prezzo i 170 embrioni vediamo che solo una piccola percentuale, il 6%, è riuscito a spuntare un prezzo che va dai 30.000 ai 40.000 €. Una cifra notevole se si pensa al rischio di acquistare un embrione piuttosto che un foal già nato.

Se si scende nella fascia di prezzo compresa tra i 29.000 e i 20.000 € troviamo invece il 14% degli embrioni.

Sono però le fasce di prezzo più “basse” quelle in cui sono presenti la maggioranza degli embrioni venduti: nella fascia da 19.000 a 10.500 € si colloca il 47% degli embrioni, seguita dalla fascia di prezzo tra 10.000 e 4.500 € dove troviamo il rimanente 28%.

Fasce di prezzo di vendita degli embrioni

E’ chiaro che siamo davanti ad un nuovo modo di fare allevamento, che sempre più sta prendendo piede e sta affermandosi. La produzione e vendita di embrioni si basa su fondamenta del tutto diverse rispetto all’allevamento tradizionale.
Per prima cosa si applica in genere solo quando siamo in presenza di una fattrice di un certo pregio, per cui vale la pena investire per produrre degli embrioni. Inoltre, come abbiamo già detto, lo studio dell’incrocio si basa spesso su principi diversi. Il vantaggio può essere per chi produce quello di aprirsi a mercati internazionali che possono meglio remunerare gli investimenti fatti.

La presenza di un sempre maggior numero di prodotti da linee materne che sono una garanzia di qualità, alza il livello qualitativo medio delle produzioni. Oggi una fattrice può arrivare a produrre molti più figli di un tempo e questa è in qualche modo una rivoluzione, anche se ovviamente non parliamo di numeri paragonabili a quelli di uno stallone.

Al momento i numeri sono contenuti e non è ipotizzabile lo scenario, da alcuni previsto, in cui ci troveremo un alto tasso di consanguineità dovuto all’aumento di figli di una stessa fattrice.

Quello che ci si domanda invece è se questo mercato tolga spazio a quello tradizionale, già in sofferenza nell’ultimo periodo. Si può rispondere innanzitutto dicendo che gli acquirenti in grado di acquistare embrioni a cifre elevate non sono molti, mentre scendendo di prezzo alcuni potrebbero rimanere affascinati dalla possibilità di acquisto di un embrione all’asta piuttosto che di un foal in allevamento.

Quel che è certo è che ci si dovrà in qualche modo adattare al cambiamento qualsiasi sia la propria visione allevatoriale: quella più “romantica” dove l’allevatore studia e crea il proprio incrocio per far nascere il suo puledro in allevamento e quella più “commerciale” dove l’allevatore, come ogni altro imprenditore, cerca in primis di ottimizzare il profitto.

 

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Immagine di copertina ©pixabay.com

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