Ogni allevatore sa benissimo che la formula stallone campione + fattrice campionessa può dare come risultato sia l’avverarsi di un sogno che una grande delusione ….ma perché la formula non sempre funziona?

Questo avviene perché un cavallo non sempre è in grado di trasmettere il suo valore sportivo alla progenie.

Infatti le sue capacità sportive non sono spiegate solamente grazie ai geni che ha ereditato dai genitori, ma anche dall’influenza dell’ambiente esterno su di lui: il cavaliere che lo monta, l’addestramento ricevuto, l’alimentazione, il metodo di allevamento ecc. ecc.

Certo, una parte della sua capacità di saltare in percorsi magari molto impegnativi gli deriva dal suo patrimonio genetico, ma un’altra parte è dovuta ad altri fattori. E’ necessario quindi scindere le componenti “ambientali” non trasmissibili ai figli, da quelle “genetiche”, le uniche trasmissibili, per arrivare a stimare il valore genetico di ogni individuo determinato dai geni che esso può trasmette ai suoi discendenti.

L’indice genetico (IG) è quindi la stima del valore genetico di un cavallo, vale a dire della sua capacità di trasmettere le sue qualità alla progenie.

La valutazione del valore genetico di un cavallo avviene grazie all’esame del fenotipo dell’animale stesso (performance test e/o risultati sportivi) insieme alle performance dei suoi parenti. Ovviamente la maggior parte delle informazioni, soprattutto per gli stalloni, si ricava dai loro numerosi figli i quali, aggiungendosi nel tempo, consentono di aggiornare sempre più precisamente la stima del valore dei genitori. Il valore dell’IG è sempre accompagnato da quello della sua attendibilità, espressa in percentuale. L’attendibilità di un indice cresce con l’aumentare del numero di informazioni disponibili per ogni riproduttore e in modo particolare cresce con l’aumentare del numero di figli prodotti.

L’IG non è quindi un valore statico che accompagna il cavallo per tutta la vita ma è un valore che cambia negli anni e diventa più preciso e più attendibile con l’aumentare delle informazioni raccolte ed in particolare col numero di figli.

L’IG in altri Studbook è un valore che già da molti anni viene calcolato per i riproduttori e il suo utilizzo può essere un valido aiuto per gli allevatori, soprattutto quando il valore della sua attendibilità è molto alto, non solo per individuare il migliore atleta, ma anche per effettuare accoppiamenti programmati.

E in Italia quale è la situazione?

Risale al 6 novembre 2008 il D.M. n. 1509 di approvazione delle “Norme tecniche dei Libri genealogici” che prevede “…l’elaborazione dell’IG al fine dell’individuazione dei criteri per l’iscrizione degli stalloni nelle varie classi.”

Nel 2011 l’UNIRE affida all’Università di Perugia – Facoltà di Medicina Veterinaria – Centro di Studio del Cavallo Sportivo (C.S.C.S.) l’incarico dell’elaborazione degli indici genetici del cavallo da Sella Italiano per il periodo da luglio 2011 a giugno 2014. Successivamente all’UNIRE subentra l’ASSI soppressa nel 2012. Oggi è il MIPAAF che direttamente gestisce il Libro Genealogico del Sella Italiano mentre il CSCS continua ad occuparsi dell’aspetto tecnico-scientifico per l’elaborazione degli indici genetici.

Come abbiamo detto perché un IG possa essere elaborato c’è bisogno dei dati delle performance sportive dei riproduttori, dei loro figli e parenti. Per questo motivo era previsto, nell’accordo stipulato, che la FISE mettesse a disposizione le informazioni, registrate nella sua banca dati, relative alle competizioni sportive. Ma come riportato nel Decreto del Direttore Generale MIPAAF del 22/4/2015 “a causa della mancata messa a disposizione da parte della F.I.S.E. della propria banca dati relativa ai risultati agonistici, l’attività del C.S.C.S. ha subito un rallentamento

A questo punto per avere dei chiarimenti a riguardo abbiamo contattato il Prof. Maurizio Silvestrelli Direttore del C.S.C.S. il quale si è reso disponibile a fornirci delle spiegazioni.

Inizialmente, come spesso succede in Italia, burocrazia e rapida alternanza dei referenti responsabili delle varie Istituzioni hanno rallentato notevolmente il lavoro. Il calcolo degli indici genetici è stato effettuato senza particolari problemi per altre razze nazionali, mentre i dati genealogici e di performance ricevuti finora per il Sella italiano si sono rivelati non del tutto adeguati alla necessità di un modello scientifico. In altre parole, gli indici elaborati nel 2015 dal C.S.C.S. non erano in grado di raggiungere una sufficiente attendibilità, motivo per cui si è cercato di includere anche informazioni provenienti da altre fonti (C.S.C.S. e altri Libri Genealogici esteri). Fra l’altro, questo lavoro aggiuntivo è stato effettuato da personale altamente specializzato, ma precario e/o a fine contratto. Allo stesso tempo si è ritenuto fondamentale consolidare i rapporti con la FISE che dispone di dati fenotipici di elevato interesse. Purtroppo in Italia non c’è un sistema nazionale, come avviene in altri Paesi, e i dati del Libro Genealogico sono separati da quelli sportivi. Se riusciamo, come spero, a mettere insieme i dati necessari prevedo che, tra massimo due anni, il MIPAAF potrà disporre di indici genetici per il cavallo da Sella Italiano

Il Prof. Silvestrelli ha aggiunto però una considerazione “Purtroppo il numero di figli per ogni stallone è, in questo momento, relativamente basso e solo attraverso l’aumento di questo numero potremo raggiungere una attendibilità degli indici genetici paragonabile a quella dei Libri Genealogici di altri Paesi”.

Come al solito in Italia burocrazia, lentezza delle Istituzioni e mancata collaborazione tra enti che dovrebbero avere in realtà le medesime finalità, rallenta o blocca il prezioso lavoro di ricerca, in questo caso a spese degli allevatori e di tutto il settore.

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