Un’occasione importante per tutti gli allevatori italiani è stata offerta da Al Top Stalloni che ha reso possibile un incontro con il famoso allevatore belga Joris de Brabander presso le strutture del Centro Turistico Gardesano di Alberto Chincherini, messe a disposizione per l’evento. La serata è stata possibile anche grazie al supporto nella traduzione di Cinzia Basso e Pier Avezzù, moderatori dell’incontro.

Joris De Brabander, medico veterinario e proprietario di Stal De Muze è l’allevatore di importantissimi stalloni e saltatori a livello internazionale. Per citarne alcuni ricordiamo GLOCK’S LONDON, BAMAKO DE MUZE, I’M SPECIAL DE MUZE, la famosa fattrice QERLY CHIN dalla quale è nata poi una delle linee femminili più importanti d’Europa con NARCOTIQUE DE MUZE II, IV, QUERLYBET HERO e molti altri.

Durante la serata Joris De Brabander ha risposto a moltissime domande degli allevatori cercando di chiarire quali sono i suoi punti di vista riguardo la selezione delle fattrici, dei puledri e la scelta degli stalloni. Ha dato inoltre dei consigli su come incrociare i propri stalloni, conoscendone in maniera approfondita pregi e difetti.

De Brabander ha raccontato come è cominciata la sua esperienza di allevatore. Da sempre appassionato di cavalli, figlio di un allevatore, grazie ai suoi studi come medico veterinario ha sfruttato al meglio la tecnica dell’embryo trasfer ed è stato uno dei primi che l’ha utilizzata in maniera consistente per il suo allevamento. Conciliare sport e allevamento per una fattrice è per lui molto importante e l’embryo transfer gli ha permesso di poterlo realizzare.

Suo padre era allevatore e stalloniere, l’allevamento quindi era l’attività di famiglia da cui si doveva produrre un reddito. Per questo motivo spesso si sono trovati a dover vendere le migliori fattrici, problema che lui dice esiste anche oggi. I migliori soggetti sono infatti sempre i più commerciabili e il rischio è quello di rimanere ad allevare con quello che rimane. Ma questa, secondo De Brabander, non è la scelta giusta.

Agli inizi della sua carriera di allevatore ha subito cercato buone fattrici che ha acquistato in Belgio, dato che in Francia erano troppo costose. Queste fattrici erano cavalle molto competitive nello sport, anche se non avevano saltato ai massimi livelli, che ha deciso di incrociare con i migliori stalloni disponibili in quel momento.

Successivamente è andato a ricercare sempre fattrici migliori con carriere sportive importanti e ottime genetiche, per farle entrare in allevamento. A queste cavalle ha dato inizialmente stalloni affermati. Lavorando in questa direzione confida quindi che i futuri prodotti saranno ancora migliori di quelli attuali.

Riguardo ai suoi criteri di valutazione delle fattrici Joris De Brabander sostiene che non bisogna scartare a priori una cavalla se non ha una morfologia perfettamente corretta. Non è sufficiente guardarla esteticamente, c’è bisogno di valutarla nel suo insieme, nei movimenti e nel salto.
Se una cavalla ha delle qualità sportive importanti anche se fisicamente non è perfetta non la si può scartare a prescindere dal resto. Se a compensare dei difetti fisici sia delle morfologia, ma anche da un punto di vista radiografico, ci sono altrettante qualità sportive questo va tenuto in considerazione.

Gli allevatori hanno quindi rivolto numerose domande a Joris De Brabander.

Come giudica il salto in libertà per la valutazione dei puledri?
Il salto in libertà è importante per l’allevatore per valutare il puledro a patto che venga fatto senza sforzare troppo il cavallo. Facendolo saltare si capiscono tante cose come ad esempio se ha rispetto e se ha mezzi.
Di solito faccio saltare i puledri anche quando questi sono ancora sotto la madre, ogni tanto senza mai sforzarli, per avere delle indicazioni importanti.
Non è quindi importante vedere il salto in libertà dei puledri durante le gare dei 2 e 3 anni, ma a casa per poterne dare una valutazione.

Usa il salto in libertà per valutare le giovani fattrici di 2-3 anni?
Di solito allevo con le femmine nate nel mio allevamento, ne conosco quindi bene le origini e i loro pregi e difetti. Ma se devo mettere in razza delle cavalle comprate fuori guardo che queste siano state competitive durante la loro carriera sportiva. Preferisco cavalle vincenti in cat 1,40m piuttosto che cavalle che hanno saltato le cat di 1,60m ma commettendo spesso errori. Insieme a questo ci deve essere una buona genealogia. Le due cose si devono quindi sposare: genetica e competitività della cavalla. Le delusioni più grandi le ho avute con fattrici con delle genetiche non affermate.

Cosa ne pensa riguardo all’uso di giovani stalloni?
È sicuramente più facile usare degli stalloni famosi, ma anche loro sono stati giovani e qualcuno li ha usati e scoperti.
La scelta dello stallone giovane per me avviene in base alla conoscenza delle loro origini, alla conoscenza di chi lo monta e lo gestisce e alla possibilità di vederlo in gara spesso.

Purtroppo in Italia non abbiamo questa possibilità. I giovani stalloni soprattutto stranieri non li vediamo in gara e non conosciamo chi li monta. Come facciamo a sapere che il cavallo giovane è un buono stallone?
È sempre un rischio quello che si prende con i giovani stalloni.
D’altra parte a volte riuscire ad utilizzare gli stalloni affermati è più difficile per diversi aspetti come ad esempio la disponibilità e qualità del loro seme, e il numero di gravidanze che si riesce ad avere può essere più basso. Ritengo che se devo dare delle percentuali si ha un 70% di probabilità di avere un cavallo buono con uno stallone affermato e un 40% con un giovane stallone.
Poi sta anche al sentimento dell’allevatore, deve amare lo stallone che da alla sua cavalla. Dare stalloni importanti è più facile ma non si può fare sempre la stessa scelta per tutte.

Per una cavalla di 2-3 anni consiglia di più un embryo transfer o una gravidanza prima di metterla in lavoro?
Un embryo transfer è meglio perché così si può portare avanti il lavoro della cavalla e riuscire a valutare contemporaneamente le sue qualità come fattrice e come cavalla sportiva.

E’ stata chiesta da più allevatori un’opinione su alcuni dei suoi stalloni come VIGO D’ARSOUILLES, ELVIS TER PUTTE e I’M SPECIAL DE MUZE.
ELVIS TER PUTTE è uno stallone molto facile,  l’ho acquistato da giovane. Ha una linea materna meno conosciuta rispetto a quella di I’M SPECIAL DE MUZE, che da un punto di vista genetico ha qualcosa in più. I’M SPECIAL DE MUZE ha molta qualità sull’ostacolo, rispetto, ottimo stile, quindi può essere adatto anche su cavalle negligenti, poco reattive.
Negli anni ELVIS si è dimostrato un ottimo cavallo sportivo, molto facile, con un ottima bocca e inoltre produce anche molto bene. E’ un cavallo che con mia figlia fa gare di 1,50m e molti cavalieri me lo hanno chiesto. E’ il cavallo di famiglia.
VIGO è un cavallo che ha saltato le gare più grosse e con un gran cuore ma è un cavallo che peccava un po’ in competitività, ha un grande galoppo, lento, poco maneggevole. E’ uno stallone che consiglio anche su cavalle che non hanno saltato più delle cat. di 1,20- 1,30m ma che siano state comunque molto competitive.

VIGO D’ARSOUILLES o NABAB DE REVE ?
Una pecca di NABAB sono i suoi movimenti mentre VIGO ha degli ottimi movimenti che trasmette. NABAB invece aveva più sangue, caratteristica che trasmette ai figli.

Come giudica negli incroci l’apporto di sangue?
Cosa è per voi il sangue? Per me non è la percentuale di purosangue in una genealogia, non la guardo. Un cavallo con sangue è un cavallo reattivo ai comandi, reattivo davanti al salto, un cavallo veloce.

Come giudica l’inbreeding?
E’ un arma a doppio taglio può aumentare di tanto le qualità ma allo stesso modo i difetti. Non bisogna esagerare.

La facilità di un cavallo come la giudica? Incrocia per avere cavalli facili? O è più importante la qualità sportiva?
Se hai molto tempo da dedicare ad un cavallo anche se non è facile, perché non farlo. Però per me una delle cose principali che cerco è quella di avere cavalli facili. Facili sia nella gestione quotidiana che poi da montare, e i cavalieri ricercano sempre cavalli facili.

Lei però ha usato molto DARCO, che spesso non ha dato cavalli facili.
Diciamo che le figlie di DARCO sono cavalle molto sensibili ma non difficili.

BAMAKO DE MUZE non ha un elevata produzione. Come è meglio usarlo?
In Belgio c’è chi dice che BAMAKO DE MUZE sia il miglior figlio di DARCO. La sua qualità più grande è che i suoi figli sono molto competitivi, estremamente collaborativi con il cavaliere e stanno sempre più emergendo tra i giovani cavalli.

Embryo transfer e ovum pick up, come li giudica?
In Italia avete la fortuna di avere probabilmente i migliori professionisti in Europa per quanto riguarda l’ovum pick up, è quindi una possibilità da sfruttare per gli allevatori italiani.
L’embryo transfer è ovviamente una tecnica più semplice da utilizzare e va sempre bene.

Le cavalle con caratteri molto difficili come le giudica?
Se le cavalle hanno dei caratteri veramente difficili non mi piacciono per niente. CLASSIC TOUCH ha vinto le Olimpiadi ma aveva un carattere tremendo. L’ho usata in allevamento ma alcuni dei suoi prodotti avevano il suo stesso carattere e questo ha dato molti problemi.

Cosa ne pensa dei cloni in allevamento, sono utili?
Avevo in allevamento il clone di QUIDAM DE REVEL e il clone di ET. Clonare QUIDAM DE REVEL, uno stallone  che ha già prodotto tantissimo per andare a produrre qualche centinaia di figli in più, non ha per me molto senso. Il clone di ET produce cavalli piccoli, come lui. Non sono molto convinto dell’utilizzo dei cloni.

E riguardo a GEMINI XX, il clone di GEM TWIST XX?
Avere il clone di GEM TWIST XX ha un senso perché lui era un castrone e aveva una linea di sangue che in allevamento non è stata usata. Per questo lui l’ho usato molto. I suoi puledri che ora hanno 4 anni risultano essere migliori delle loro madri. La generazione di quelli che ora hanno 3 anni invece non mi ha molto soddisfatto, mentre ho un ottimo maschio e un ottima femmina per quanto riguarda i figli di 1 anno.
Però per il momento voglio aspettare di vedere meglio come sono i suoi figli prima di utilizzarlo di nuovo.

Un allevatore parte con la sua prima generazione di fattrici in allevamento poi quando ha la seconda generazione cosa deve fare proseguire con quella o continuare ad usare la prima?
Se uno ha cominciato bene non ci dovrebbero essere grosse sorprese. Sempre scegliere la migliore figlia della propria fattrice anche se non è a livello della madre. E andare avanti con quella perché le qualità della madre possono tornare nella generazione successiva.

La carriera sportiva della fattrice quanto è importante?
Molto, ma se uno ha una cavalla giovane che non ha fatto sport si può usare lo stesso anche se sapere come è nello sport ti da delle informazioni in più riguardo ad esempio alla longevità sportiva della cavalla stessa.

Come vede i cavalli sportivi tra 10 anni? Siamo passati da cavalli grossi e potenti a cavalli più piccoli e veloci. Dove andremo?
Si va verso cavalli più leggeri, facili, elastici e facilmente gestibili, ma non più piccoli in altezza.

Quando pianifica gli incroci come sceglie l’incrocio?
Non è giusto andare a cercare sempre la compensazione dei difetti della fattrice con lo stallone. Bisogna tenere conto dei suoi difetti ma cercando anche di svilupparne le qualità.

Quanto è importante la fattrice in proporzione allo stallone?
A livello di qualità del figlio prodotto la percentuale è del 50% ciascuno. Poi è logico che la madre dà al figlio qualcosa in più nel senso che cresce con lei e quindi prende il suo imprinting. Ma riguardo alle qualità sportive la percentuale è il 50%.

Come scegli le riceventi per l’embryo transfer?
Riguardo alle riceventi scelgo le trottatrici ma è importante che siano di giuste dimensioni, non troppo piccole e neanche troppo grandi perché questo influisce sulle dimensioni del puledro.
Preferisco riceventi che abbiano già partorito e non le primipare. In allevamento le uso da quando hanno 3 anni fino a quando ne hanno 15 circa.

Riguardo all’alimentazione dei cavalli e alla gestione quotidiana come si comporta?
In Belgio si dice che il primo nemico del cavallo sia il box, il secondo è l’eccesso di l’alimentazione e il terzo è il proprietario….
Il cavallo è fatto per vivere sempre fuori e se si riesce a rispettare la sua natura è meglio. Anche la fattrice prima di partorire dovrebbe avere la possibilità di stare fuori e muoversi.
Non amo le stabulazioni dove durante l’inverno i puledri sono in piccoli paddock o in stabulazioni con grandi box con un piccolo recinto. Qui di solito si crea una gerarchia, i cavalli stanno in gruppi e si muovono molto poco. Poi quando si riaprono i paddock i cavalli hanno perso la loro atleticità stando sempre fermi. Lo noto con le riceventi che spesso vengono tenute in questo tipo di stabulazioni. Per me non vanno bene per i puledri che vanno tenuti sempre fuori.
Inoltre non bisogna eccedere con le integrazioni, di solito si tende ad esagerare con il cibo.

Quanti puledri nascono nel suo allevamento all’anno?
Produco circa 20 puledri all’anno. Non di più perché poi se si devono portare in gara oltre i 4 anni diventa troppo oneroso allevarne troppi.
Idealmente se potessi dei 20 che ogni anno mi nascono scegliere i 2 maschi e le 2 femmine migliori e gli altri li venderei tutti.

Quanti concorsi fa fare ai suoi 4 e 5 anni?
Dieci circa all’anno i 4 anni e 15 i 5 e i 6 anni. I concorsi li scelgo in base ai cavalli e alle loro esigenze e non ai cavalieri.

Joris De Brabander è sicuramente un allevatore con le idee chiare, con un indiscutibile talento allevatoriale e anche un grande senso pratico.
Di sicuro un incontro come questo si è rivelato estremamente proficuo ed è stata un’occasione di confronto importante per tutti.

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