A stagione di monta ormai inoltrata come tutti gli anni la domanda che più di tutte ha tormentato la mente degli allevatori in questo periodo è stata: con chi copro la mia fattrice? Quale stallone mi darà il prodotto migliore?…..bel mistero!

Un vecchio adagio diceva “breed the best to the best and hope for the best”, e di sicuro l’allevatore sa cosa vuol dire riporre tutte le speranze in un incrocio a lungo studiato, aspettando la nascita del frutto delle proprie scelte.

Per conoscere il valore riproduttivo di uno stallone uno strumento che abbiamo a disposizione sono gli indici genetici di cui ho trattato spesso (QUI, QUI, QUI, QUI, QUI e QUI) e la loro evoluzione ovvero l’indice genomico (QUI e QUI).

In questo articolo però vorrei focalizzarmi su alcune tecniche di incrocio che non sono nuove, tutt’altro, ma che sono conosciute soprattutto nel mondo dei Purosangue, dove sono nate con lo scopo di aumentare la probabilità di ottenere il meglio da ogni incrocio.

Fondamentalmente non importa se parliamo di Purosangue, cavalli da salto o da dressage, i principi sono sempre gli stessi, ed è la genetica a dettarceli.
In Italia possiamo inoltre vantare un nome che il mondo delle corse ha da sempre considerato il re degli allevatori: Federico Tesio. Tesio studiò a fondo le genetiche dei grandi vincitori e riproduttori Purosangue ed estrapolò un suo personale metodo per ottenere il migliore incrocio.

Nelle sue ricerche Tesio osservò che nelle genetiche dei migliori performer e riproduttori gli antenati importanti erano presenti seguendo dei principi ben precisi.
Grazie alle sue teorie riuscì ad allevare un eccezionale numero di vincitori in rapporto al numero di cavalli prodotti, senza doversi affidare all’investimento di ingenti capitali, soprattutto all’inizio della sua carriera di allevatore.

Erano altri tempi, ma le sue teorie sono un punto di riferimento ancora oggi per molti, anche se Tesio non ha mai fino in fondo svelato i suoi segreti, neanche nei suoi scritti.
Altri dopo di lui hanno tentato di applicare il suo metodo ma senza raccogliere i suoi successi, d’altra parte oltre al metodo in lui erano presenti il talento, il genio e l’intuito che non sono nozioni da poter trasmettere.

E’ bene ricordare che il Purosangue è presente praticamente in tutti i cavalli sportivi che oggi noi alleviamo ed è stato fondamentale per ottenere i cavalli che siamo arrivati a selezionare. L’apporto del suo sangue è alla base di tutti gli Studbook che producono cavalli sportivi, che lo hanno introdotto come incrocio miglioratore.

Il purosangue viene allevato come cavallo sportivo da oltre 300 anni e la mole di dati a disposizione riguardo le genetiche è immensa. Non solo, ma anche i risultati sportivi ottenuti da questi cavalli sono stati registrati fin dall’inizio e sono quindi una fonte di informazioni veramente rilevante. E’ possibile paragonare le vincite di fratelli, madri, stalloni e figli, conoscere i tempi realizzati, il numero di corse ecc.
L’industria del purosangue ha quindi a sua disposizione una grande quantità di informazioni che nel cavallo sportivo ancora non ci sono e non sono condivise tra tutti gli Studbook, ma che darebbero utili indicazioni da elaborare per ottenere indici genetici sempre più attendibili e magari univoci, che non siano diversi per ogni libro genealogico pur per uno stesso cavallo.

Essendo il libro genealogico del Purosangue chiuso, è frequente trovare nelle loro genealogie casi di inbreeding.

INBREEDING

Si parla di inbreeding quando vengono incrociati individui consanguinei, ovvero che condividono degli antenati comuni, con lo scopo di fissare nella progenie i tratti desiderati (abilità sportive nel nostro caso), provenienti dai genitori.
L’effetto generale della consanguineità consiste quindi nell’aumento percentuale di coppie di geni omozigoti.
Per semplificare diciamo che essere omozigote per un determinato carattere (colore del mantello, degli occhi ecc) vuol dire avere due copie (alleli) uguali dello stesso gene, uno proveniente dal padre ed uno dalla madre.
Se entrambi i genitori trasmettono la stessa informazione, il figlio avrà per forza il colore del mantello o degli occhi uguali a quelli dei genitori.
Ad esempio se entrambi i genitori trasmettono il gene associato al mantello sauro, avremo un puledro sauro, omozigote per questo carattere.
Ovviamente un individuo sauro (omozigote) potrà trasmettere ai suoi figli solo il mantello sauro. E questo è importante in un riproduttore perché se è omozigote per un carattere desiderato, trasmetterà sempre e solo quel carattere alla progenie.

E qui torniamo al concetto di inbreeding…..Dal momento che due parenti tendono ad avere più alleli (forme dello stesso gene, vedi Fig. 1) uguali rispetto a due individui non imparentati, il loro incrocio ci darà una maggiore probabilità di avere nella progenie gli stessi caratteri dei genitori.


  • GENOTIPO: corredo genetico di un individuo, ovvero l’insieme dei suoi geni.
  • FENOTIPO: è l’insieme delle caratteristiche fisiche osservabili in un individuo. E’ dato dall’interazione tra il genotipo e l’ambiente.
  • ALLELE DOMINANTE: il carattere che trasmette è visibile sia nell’eterozigote che nell’omozigote.
  • ALLELE RECESSIVO: il carattere che trasmette è visibile solo nell’omozigote in quanto la sua azione nell’ eterozigote è mascherata dall’ allele dominante.

Fig 1 – Omozigosi ed Eterozigosi

Molto spesso però anche i caratteri indesiderati possono manifestarsi con l’aumento dell’omozigosi in seguito all’inbreeding stretto (vedi closebreeding più avanti).
La consanguineità dà quindi dei vantaggi solo se i genitori sono omozigoti per i tratti desiderati.

La consanguineità di successo prevede prima di tutto di eliminare alcuni dei geni recessivi (cioè geni che si manifestano solo nell’omozigote) indesiderati nella popolazione. Questo abbattimento del patrimonio riproduttivo “negativo”, è una pratica che richiede molte generazioni in cui si seleziona scartandoli i soggetti portatori dei caratteri indesiderati che emergono in seguito all’omozigosi. Necessitando di tempi molto lunghi, potrebbe non essere fattibile per molti allevatori.
E’ invece una pratica percorribile per specie da reddito che hanno un intervallo di generazione breve.

Riassumendo possiamo dire che un programma di inbreeding di successo prevede una base di riproduttori fortemente selezionati e un’ eliminazione progressiva dei riproduttori che trasmettono geni recessivi sfavorevoli.
Il grado di consanguineità raggiunto può variare molto.
E’ importante sottolineare che non è la ripetizione in una genetica di un qualsiasi antenato che è importante, ma la presenza ripetuta di antenato “superiore” in grado trasmettere delle caratteristiche desiderabili per cui si sta allevando.

CLOSEBREEDING

Si parla di closebreeding quando la consanguineità è stretta, come nel caso di un incrocio fra fratelli e sorelle pieni, tra padre e figlie o madri e figli. Questo tipo di consanguineità raramente ha prodotto cavalli sportivi di alto valore soprattutto se prima non sono stati eliminati dalla popolazione i portatori di alleli recessivi negativi.
Si ottengono spesso individui poco vigorosi, con problemi fisici e di fertilità.

In generale possiamo affermare che la consanguineità non è di per sé dannosa, lo è solo per il fatto di mettere in evidenza i caratteri negativi dovuti a geni recessivi che in un individuo eterozigote (che ha due alleli diversi per lo stesso gene) non si manifestano.

OUTCROSSING

All’opposto si parla di outcrossing quando si incrociano due individui non imparentati fra loro fino alla sesta generazione.
Questo tipo di incrocio può portare ad individui molto vigorosi, fertili, anche migliori dei genitori grazie all’elevato grado di eterosi (diversità tra gli alleli).

Con l’aumento dell’eterozigosi si può avere un improvviso miglioramento di molti caratteri, fenomeno conosciuto come “vigore dell’ibrido”.
D’altra parte per un individuo altamente eterozigote è difficilissimo prevedere che tipologia di figli darà, perché questi manifesteranno dei caratteri molto variabili.
Avremo quindi un cavallo che potrà essere un ottimo performer ma uno scarso riproduttore.

 LINEBREEDING

Uno degli aspetti fondamentali che Tesio studiò fu la presenza ripetuta nella genetica dei suoi prodotti di stalloni che lui considerava importanti.
Sappiamo che ad ogni generazione la consanguineità tra gli individui si dimezza. Ad esempio padre e figlio condividono il 50% del patrimonio genetico, il nipote con il nonno condivide il 25% del patrimonio genetico, se andiamo al bisnonno si riduce al 12,5%. In quarta generazione si arriva al 6,25%.
Molti quindi pensano che antenati oltre la terza generazione sono praticamente ininfluenti nel pedigree perché mostrano una bassa percentuale di geni in comune con il loro pronipote.

Ma cosa succede se questi antenati in comune, anche se sono lontani nel pedigree, sono presenti più di una volta nella genetica del soggetto che stiamo analizzando? L’effetto di questi antenati andrà a moltiplicarsi quante più volte questi antenati saranno presenti.
Si parla di linebreeding quando nella genealogia è ripetuta la presenza di “antenati chiave” dalla quarta generazione fino alla decima. Quindi una consanguineità meno stretta rispetto al closebreeding.

Ma chi sono gli “antenati chiave” così importanti nel caso del linebreeding? Sono stalloni o fattrici così detti “prepotenti” ovvero che tendono a trasmettere fortemente le loro caratteristiche ai figli e che ovviamente presentano una qualità sportiva superiore.

Possiamo definire come “prepotenza” la capacità di uno stallone o di una fattrice di imprimere caratteristiche desiderabili sulla propria prole con un alto grado di prevedibilità, che altro non è che il risultato del fatto che il genitore è omozigote per importanti tratti desiderabili.
Geneticamente, la prepotenza dipende primariamente dal fatto che un animale sia omozigote per geni dominanti.
E’ quindi prima di tutto fondamentale conoscere bene questi “antenati chiave” e sapere quali sono i caratteri che tendono a migliorare con l’incrocio.

La possibilità di avere nei discendenti una caratteristica dominante e positiva di un riproduttore chiave aumenta con il linebreeding di un riproduttore “prepotente”. Più volte questo riproduttore sarà presente nella genetica, tanto maggiori saranno le percentuali del suo patrimonio genetico ereditate.

Il linebreeding è solitamente associato ad un rischio limitato di produrre individui con caratteri indesiderati.

Lo scopo principale del linebreeding è di trasmettere una grande percentuale di geni di un antenato chiave, senza causare un aumento della frequenza di tratti indesiderati spesso associati all’inbreeding stretto.
Poiché il linebreeding non si basa sull’accoppiamento di individui strettamente consanguinei, non provocherà necessariamente un rapido aumento delle coppie di geni omozigoti.
Il linebreeding è in altre parole “un modo per rimettere insieme una grande percentuale dell’eredità di un antenato di particolare pregio che non si trova nelle prime generazioni

Il modello Tesio prevedeva il linebreeding con riproduttori chiave in grado di trasmettere i caratteri desiderati secondo uno schema ben preciso e rispettando un equilibrio sessuale.

EQUILIBRIO SESSUALE NEGLI INCROCI

Tesio lo aveva capito ma oggi analisi statistiche hanno confermato che inbreeding e linebreeding di riproduttori chiave utilizzando sia figli che figlie garantiscono maggiore successo piuttosto che avere solo figli o solo figlie nel pedigree. Combinazioni di fratelli con sorelle pieni, ¾ fratelli/sorelle ecc risultano particolarmente efficaci.

Nel linebreeding è fondamentale che gli antenati chiave siano presenti sia in linea femminile che maschile attraverso sia figli maschi che femmine. Questo perché così è possibile far conferire nell’incrocio anche i geni legati al sesso.

Sappiamo infatti che un individuo femmina porta due cromosomi X mentre un maschio ha un cromosoma X e uno Y. Il cromosoma Y viene quindi trasmesso esclusivamente da padre in figlio. Alcuni geni presenti nel cromosoma Y passeranno solo da padre in figlio nella genealogia, mentre i geni sul cromosoma X da parte di padre li troveremo solo nelle figlie femmine. Utilizzando sia figli maschi che femmine di un antenato comune potremmo così includere nel patrimonio genetico del nostro prodotto anche questi geni.
Pertanto non solo lo stesso stallone in linea femminile e maschile, ma preferibilmente attraverso sua figlia e suo figlio (mezzi fratelli), meglio se ¾ fratelli o fratelli pieni.

Fig 2 – Cromosomi che determinano il sesso

Dato che cerchiamo di ottenere un prodotto con delle specifiche caratteristiche sportive, per prima cosa queste devono essere presenti nel DNA dei suoi genitori o lui non le erediterà mai. E dato che la genetica è una scienza complessa, non è detto che i genitori siano sempre dei top performer (il fenotipo non è il genotipo), ma devono avere una genetica forte e devono trasmetterla in maniera consistente.

Quello che molti Studbook oggi di successo hanno fatto nel passato quando hanno cominciato a selezionare cavalli sportivi, è stato utilizzare inizialmente riproduttori Purosangue o anglo arabi che oggi chiameremo “antenati chiave”, e direi anche “prepotenti”, per migliorare il loro allevamento.
Questi incroci (outcrossing) inizialmente hanno portato un alto livello di eterosi nella progenie. Per poter poi fissare nella popolazione i caratteri desiderati portati da questi miglioratori si è ricorsi all’inbreeding e al linebreeding.

Un esempio può essere il SF COR DE LA BRYERE in Holstein. Non un purosangue in questo caso, anche se con una percentuale di purosangue che è maggiore del 66%, ma comunque un esempio di riproduttore impiegato molto in inbreeding e linebreeding.
Questo stallone che inizialmente ha aumentato l’eterosi incrociato con la popolazione Holstein di fattrici locali, è poi stato ripetutamente incrociato direttamente o tramite i suoi figli e nipoti con fattrici che portavano magari esse stesse i suoi geni. Oggi questo stallone oltre ad aver dimostrato di essere un grande miglioratore, lo ritroviamo nella genetica del 70% dei cavalli Holstein, sia in linea materna che paterna.

PADRI DI PADRI E PADRI DI MADRI

Tra i grandi stalloni che hanno prodotto numerosi campioni, capita di avere a che fare con stalloni che purtroppo non hanno lasciato figli maschi alla loro altezza come riproduttori. La stessa cosa può avvenire per quello che riguarda le fattrici.

In altri casi alcuni importanti riproduttori hanno lasciato dietro di se ottime madri, altri invece no. Ovviamente questo non vuol dire che tutte le figlie femmine non hanno prodotto bene, ma meno rispetto a quello che hanno fatto i figli maschi, oppure viceversa. Si nota quindi una tendenza per alcuni stalloni nel dare origine a ottime madri piuttosto che padri e per altri si hanno invece padri che sono stati in grado di portare avanti la linea di sangue dello stallone capostipite, mentre le figlie femmine sono state mediamente al di sotto delle aspettative.

Tornando al già citato COR DE LA BRYERE, il cui valore è indiscusso, sicuramente sarà ricordato più per la sua progenie maschile che femminile. Tantissimi i figli stalloni approvati che hanno permesso al suo sangue di contribuire in maniera eccellente a far diventare l’Holstein lo Studbook che conosciamo (CALETTO, I, II, CONTENDER, CALYPSO I, II, CALANDO I, II, CORRADO ecc), meno importanti sono state le sue figlie come madri.

Un altro esempio è il purosangue MARLON XX che in Holstein troviamo più che altro in linea materna, oppure possiamo pensare a FARNESE la cui presenza in linea materna è considerata una qualità aggiunta in un pedigree, ma che non ha poi avuto dei figli maschi in grado di portare avanti la sua linea.

Come abbiamo già detto, sappiamo che un individuo femmina ha due cromosomi X mentre un maschio ha un cromosoma X e uno Y.  Il cromosoma Y viene quindi trasmesso esclusivamente da padre in figlio e potrebbe racchiudere la spiegazione del perché alcuni stalloni producano figli maschi migliori delle femmine. Si pensa che i geni presenti sul cromosoma Y possano in questo caso fare la differenza, anche se il cromosoma Y è più piccolo del cromosoma X e contiene pochi geni. In questo momento però data la mancanza di evidenze scientifiche che possano supportare questa teoria, siamo nel campo delle speculazioni.

Quello che invece sappiamo è che il sesso di appartenenza può influenzare l’espressione di altri geni non legati al sesso. Stiamo quindi parlando di geni non presenti sui cromosomi X o Y, ma in tutto il resto del genoma. Si dice che questi geni sono “limitati dal sesso” dato che vengono espressi in maniera diversa in base al sesso o magari in un solo sesso e non nell’altro. Anche in questo caso però non sappiamo come nel cavallo tutto ciò possa avere un’inflenza nel produrre stalloni piuttosto che fattrici di successo.

REX Z

Nel mondo del salto ostacoli uno degli allevatori che più di tutti si è sempre spinto oltre ed ha amato sperimentare è stato sicuramente Leon Melchior, padre dello Studbook Zangeresheide.
Melchior negli anni ’80 volle ricorrere ad un inbreeding molto stretto utilizzando la fuoriclasse RATINA Z e suo fratello pieno REBEL I Z.

Da questo incrocio nacque REX Z, buon saltatore, ma che in realtà non si rivelò né un grande performer né un grande riproduttore. Considerando che REX Z ha avuto la possibilità di essere allevato e addestrato nel migliore dei modi, il tanto atteso talento non è mai emerso.
Si possono fare alcune considerazioni in merito: una stretta consanguineità (due fratelli pieni come RATINA Z e REBEL Z) non ha dato in genere dei risultati di rilievo. Probabilmente RATINA Z (e quindi anche REBEL Z) è portatrice di una variabilità genetica che da una parte le ha permesso di ottenere grossi successi a livello sportivo, ma dall’altra non le ha permesso di avere una progenie ai suoi livelli in maniera costante. Il suo miglior prodotto rimane COMME IL FAULT.

Ed andando ad analizzare la genealogia di COMME IL FAUT troviamo ripetuti linebreeding su diversi stalloni chiave, rispettando il bilanciamento sessuale.
Su RAMIRO abbiamo un linebreeding 2 x 5 tramite un figlio e una figlia (bilanciamento sessuale), su RAIMOND 3 x 6 x 6 non solo tramite RAMIRO ma anche tramite sua figlia BRIKSCHA (bilanciamento sessuale), su ALMÈ 3 x 6 e COTTAGE SON 4 x 7 x 7, non solo grazie a sua figlia VALINE madre di RAMIRO, ma anche grazie a suo figlio CORPORAL (bilanciamento sessuale). Inoltre la madre RATINA Z è ¾ sorella di RANDEL Z, nonno materno della madre di CORNET OBOLENSKY.

In questa genetica il linebreeding di stalloni chiave insieme al bilanciamento sessuale sembrano essere stati elementi importanti per ottenere non solo un ottimo performer, ma anche un riproduttore sempre più apprezzato.

E’ bene ricordare che non è tanto l’inbreeding o linebreeding che da soli fanno la differenza, ma è la qualità degli antenati duplicati che la fa. Inoltre gli antenati che vogliamo duplicare devono avere anche la forza nel trasmettere i propri caratteri alla progenie. Sono quindi diversi i fattori che devono essere presi in considerazione.

Perché la realtà è che se andiamo a guardare le genetiche di molti cavalli buoni o scarsi saltatori che siano, sarà molto probabile trovare degli antenati duplicati, ma questo non è certamente sufficiente a garantire il successo di un incrocio.

CHACCO BLUE

A questo punto la curiosità è stata quella di analizzare la genealogia dello stallone numero uno al mondo alla ricerca di conferme riguardo la sua forza come riproduttore. E quello che ho trovato è davvero interessante.
CHACCO BLUE nasce da CHAMBERTIN e da CONTARA (da CONTENDER) ed ha una percentuale di purosangue del 51,27%.

CHACCO BLUE ha un linebreeding su COR DE LA BRYERE 3 x 4 x 4 che è presente sia in linea materna che paterna, sia attraverso i suoi figli CALETTO I e CALYPSO II, che attraverso sua figlia DESIREE VII (bilanciamento sessuale). COR DE LA BRYERE ha quindi una grossa influenza sulla genetica di CHACCO BLUE andando a costituire il 25% del suo patrimonio genetico.

Sia il purosangue LADYKILLER xx che RAIMOND presentano un linebreeding 5 x 5 attraverso un figlio e una figlia (bilanciamento sessuale) ed entrambi vanno a costituire il 6,25% del patrimonio genetico di CHACCO BLUE.

Il leggendario purosangue COTTAGE SON xx è presente con un linebreeding 6 x 6 x 6 x 6 attraverso 2 figlie e 2 figli (bilanciamento sessuale). E anche lui contribuisce in misura del 6,25% al patrimonio genetico di CHACCO BLUE.
COTTAGE SON xx discende dalla linea del purosangue SON IL LAW xx che ritroviamo nelle genetica di CHACCO BLU, non solo grazie a COTTAGE SON xx, ripetuto ben 14 volte in 8° e 9° generazione.

Ma c’è un altro purosangue che permea la genetica di CHACCO BLUE sia in linea materna che paterna. Stiamo parlando di ST SIMON xx nato nel lontano 1881 e presente ben 118 volte nella sua genealogia tra la 9° e la 12° generazione!!! Precisamente 60 volte in linea materna e 58 in linea paterna.
E’ noto che ci sono delle linee di Purosangue che si ritrovano in maniera preferenziale nei saltatori e sono state elementi determinanti per la loro selezione. Una di queste è quella di GALOPIN xx attraverso suo figlio, il potente ST SIMON xx.

La linea materna di CHACCO BLUE questo stallone a prima vista può non sembrare particolarmente importante ma la madre CONTARA è stata una saltatrice fino in cat 1,50m. La nonna materna GODAHRA II nasce dal purosangue GODAVARI xx, il quale ebbe una produzione molto limitata.

In un’intervista a “The Horse Magazine” Alois Pollmann-Schweckhorst, cavaliere di CHACCO BLUE, riguardo a GODAHRA II racconta “Era una cavalla molto popolare nell’Est della Germania, molto competitiva e vincitrice di numerose categorie 1,30m-1,40m. Non era una grande cavalla (167 cm) ma aveva un grande cuore ed era una lottatrice. Presumo che questo rappresenti una parte importante della linea di sangue di CHACCO BLUE. Se osservi i figli di CHACCO BLUE il 99% ha una super tecnica, un grande cuore, una buona attitudine al lavoro e tutto questo potrebbe discendere da questa nonna”.

Lo stesso incrocio del purosangue GODAVARI xx con DISPATCHERFOLGE ha prodotto una sorella piena di GODAHRA II, GODAHRE I saltatrice in cat 1,40m.
CONTARA non ha prodotto fratelli pieni di CHACCO-BLUE, ma ha due figli da LEVISTAN, BABOUCHKA DE HUS nata nel 2011, fattrice, e suo fratello pieno, lo stallone BROKER DE HUS (ISJ 1,45m).

La sorella piena di CONTARA, CONTARA II, ha prodotto due maschi da CHAMBERTIN ma entrambi castroni: CHAMBERLEY e CHEERIO 13 (1,40m sj).
La linea di sangue di CONTARA II proseguirà con sua figlia, CHANTARA (da CHAMBERTIN) nata nel 2000 che ha prodotto 5 figli: due saltatori in cat 1,30m e i fratelli pieni CON CARE saltatore in cat 1,40m e CONWAY saltatore in cat 1,50m figli di CONTACT ME.

CHACCO BLUE nonostante ci abbia lasciato precocemente e le sue dosi di seme rimaste siano al momento vendute a peso d’oro, ha però già dei figli stalloni approvati che appaiono promettenti riproduttori. La speranza è quella che CHACCO BLUE non sia stato solo un grande riproduttore di cavalli sportivi, ma anche un padre di stalloni che possano seguire le sue orme.

Per chi fosse arrivato a leggere stoicamente fino a qui vorrei concludere con una riflessione.
Non vorrei che si generalizzasse, come spesso avviene leggendo in fretta, e si facesse passare il messaggio che solo il linebreeding è in grado di dare ottimi riproduttori o performer. E’ un metodo applicato molto nel mondo dei purosangue, una popolazione dove gli stalloni che hanno fondato la razza non sono molti e dove la consanguineità è comune.
Allo stesso modo parlando di Tesio non vorrei che si pensasse che il suo solo merito e metodo fosse quello di applicare bene il linebreeding. I suoi studi andarono molto oltre.

Qui ho voluto approfondire un aspetto che nell’allevamento del cavallo sportivo non tutti prendono in considerazione, ma che invece può essere una chiave di lettura per la scelta degli incroci.

Madre natura, come al solito, farà il resto……e dopo le mille elucubrazioni su quale stallone è meglio utilizzare agli allevatori non rimane che “breed the best to the best and hope for the best”…..….good luck!

 

FONTI: 

Linebreeding, Inbreeding, Close Breeding – Steven Passman, M.D.- Impulsion – The American Holsteiner Horse Association, Inc.- 2002
Top Of The Top And Bottom Of The Bottom – LARRY THORNTON- TRACK Magazine – 2009
The Sire of Sires Factor – Anatomy of Contemporary sire lines – Jack Werk and Vincent D’Angelo – Team Weark – 2001
https://www.sport-horse-breeder.com/index.html
https://sporthorse-data.com/

Foto di copertina: Andreas Kreuzer  e Chacco-Blue – Wikimedia Commons

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