Non sono passati in realtà molti anni da quando tutto ha avuto inizio, ed è proprio dal nostro paese che la clonazione del cavallo è partita quando nel maggio del 2003 è nata Prometea la prima cavalla clonata.

Lo scopo con cui nasce la clonazione nel cavallo è quello di recuperare il patrimonio genetico di castroni che hanno avuto successo nello sport ma che sono impossibilitati a riprodursi. Esempi ne sono il fuoriclasse E.T. e il compagno di William Fox Pitt, Tamarillo.

Nel 2012 è stato stimato che ci fossero al mondo dai 100 ai 200 cloni. Uno studio del 2015 stima in 2 – 5 cloni il numero di nati in Europa ogni anno.

  • Ma esattamente cosa è un clone? E come si ottiene?

    Il processo di clonazione - Ph: avantea.it, modificata
    Il processo di clonazione – Ph: avantea.it, modificata

Il principio è quello di riuscire ad ottenere un embrione con lo stesso patrimonio genetico del cavallo che si vuole clonare. L’embrione si svilupperà poi in una cavalla ricevente che porterà a termine la gravidanza.

Gli embrioni si generano in natura dall’unione di due gameti: lo spermatozoo e la cellula uovo. Lo spermatozoo feconda la cellula uovo traferendo il suo DNA in quello della cellula uovo. Ognuno porta con sé il 50% del patrimonio genetico del nuovo individuo. Una volta fecondata la cellula uovo si replicherà e darà origine all’embrione.

Prima cosa quindi serve una cellula uovo, l’unica in grado di generare un embrione. Questa viene presa da una cavalla donatrice. Dalla cellula uovo si elimina il DNA contenuto nel nucleo e ci si inserisce il DNA del cavallo da clonare. Si stimola poi la divisione cellulare e la cellula uovo inizierà ad originare l’embrione, che una volta trasferito in una ricevente darà origine al clone.

Il DNA del cavallo da clonare lo si ottiene in genere dal suo tessuto connettivo.

  • Il clone è veramente uguale all’originale?

Una domanda non banale perché a chiunque sia capitato di vedere un cavallo clonato non sarà certo sfuggito di notare che spesso le differenze nell’aspetto del clone e dell’ “originale” sono piuttosto marcate.

  • Ma perché questo avviene?

Sono 2 le differenze fondamentali relative al processo di clonazione, che possono dare poi le differenze che osserviamo tra il clone e il cavallo clonato:

  1. Negli organismi superiori, quindi anche nel cavallo, nell’uomo, nel cane, nel gatto ecc. il DNA di una cellula non è solo quello presente nel nucleo cellulare. Nei mitocondri (organuli cellulari nei quali viene prodotta energia per la cellula, quindi una funzione importantissima) è presente del DNA. Questo DNA viene ereditato SOLO dalla madre perché saranno i mitocondri della cellula uovo quelli presenti nell’embrione. Abbiamo detto che per generare il clone si userà la cellula uovo di una cavalla donatrice, sarà quindi suo il DNA dei mitocondri che avrà il clone e non sarà quello che aveva il cavallo clonato.
  2. Ma il fattore che più contribuisce a dare delle differenze fenotipiche (cioè delle caratteristiche morfologiche e attitudinali) tra i due cavalli, il clone e il clonato, è un altro.

    Cruising Arish, uno dei cloni di Cruising
    Cruising Arish, uno dei cloni di Cruising

Immaginiamo che il patrimonio genetico di un cavallo sia come un libro dove sono scritte le caratteristiche di ogni individuo: altezza, mantello, lunghezza della spalla, ecc., il libro del clone (escludendo il DNA dei mitocondri) sarà uguale a quello del cavallo clonato….ma la natura complica le cose perché ogni libro, anche se uguale, può essere letto in modo diverso! Ovvero gli stessi geni possono essere espressi in modo diverso! Questo porta a delle differenze macroscopiche nei due individui, non solo nella loro morfologia ma anche nelle loro attitudini sportive. Non è assolutamente detto che il clone di E.T. o di CALVARO salterà come saltava il vero E.T. o il vero CALVARO! 

E.T CRYOZOOTECH - Ph: Cryozootech
E.T CRYOZOOTECH – Ph: Cryozootech

Se lo scopo è quindi quello di ottenere un cavallo performer come lo era l’ “originale” la clonazione può non essere la risposta, ma nel caso in cui si voglia ottenere uno stallone e utilizzarlo come riproduttore le cose sono diverse.

Abbiamo infatti detto che il clone ha lo stesso patrimonio genetico del cavallo clonato (escludendo il DNA dei mitocondri). Se ho uno stallone quindi e lo voglio utilizzare per la riproduzione il patrimonio genetico che lui trasmetterà sarà solo quello contenuto nel suo nucleo cellulare, al pari di quanto avrebbe fatto l’originale. Diverso il caso in cui io voglia utilizzare un clone femmina per la riproduzione (vedi il caso di RATINA Z), in questo caso il DNA dei mitocondri che trasmetterà alla progenie sarà diverso da quello che avrebbe trasmesso la cavalla clonata (ad esempio RATINA Z).

 C’è da fare una precisazione però: gli studi attuali non hanno ancora chiarito fino in fondo quale e quanto sia il contributo del DNA dei mitocondri su quelle che sono le caratteristiche di ogni individuo, morfologiche e attitudinali.

  • Cloni famosi

L’ irlandese CRUISING, stallone performer con Trevor Coyle, è scomparso all’età di 29 anni nel 2014 nell’allevamento in cui è nato. Nel 2011 da CRUISING era stato prelevato del tessuto utilizzato poi per clonarlo. Nel 2012 sono nati due suoi  cloni CRUISING ARISH e CRUISING ENCORE entrambi stalloni, per volontà dei proprietari di CRUISING al fine di non perdere il prezioso patrimonio genetico di questo stallone. Il costo della clonazione fu di 100.000 sterline.

La francese Cryozootech ha già prodotto numerosi cloni di cavalli performer tra cui E.T., CALVARO V, QUIDAM DE REVEL, RATINA Z, CHELLANO Z, TOP GUN, AIR JORDAN, GEM TWIST  e altri.

E.T. CRYOZOOTECH, il clone di E.T., è nato nel 2006 negli Stati Uniti, è stato approvato Zangersheide e AES, ma non ha mai svolto attività sportiva. Nel 2009 ha coperto le prime fattrici.
Nel 2014 sono nati in Belgio nel famoso allevamento di Joris de Brabander 3 suoi figli da: EXCELLENTIA DE MUZE,  (For Pleasure/Narcotique de Muze), FUGA DE MUZE, (Calato/Narcotique de Muze) e GENEVE DE MUZE (Vigo de Arsouille/Nelke van het Wateshoot). Nel 2016 è stata venduta all’asta in Belgio per 15.000 € una sua figlia. Pochissimi altri figli sono nati da questo clone.

Joris de Brabander oltre ad utilizzare il clone di E.T. ha utilizzato come riproduttore anche quello di GEM TWIST, medaglia d’oro a squadre e argento individuale alle olimpiadi di Seoul con Greg Best.

Nel 2005 nasce PARIS TEXAS il clone di QUIDAM DE REVEL che ha prodotto 5 figli di cui nel 2013 NESQUICK DE LA LINIERE, stallone approvato in Belgio e figlio della saltatrice internazionale HEROINE DE MUZE (ISJ 1,50 m) con Taizo Sugitani.

Paris Texas il clone di Quidam de Revel - Ph: Cryozootech
Paris Texas il clone di Quidam de Revel – Ph: Cryozootech

La produzione di un clone non è una cosa semplice, lo dimostrano i tentativi fatti per far nascere il clone di CALVARO V, l’indimenticato compagno di gare di Villy Melliger, morto nel 2003. Per la sua nascita ci sono voluti ben 5 anni di tentativi. Il primo anno dal trasferimento degli embrioni ottenuti non si è avuta nessuna gravidanza, nel 2006 un parto prematuro ha avuto come esito la morte del puledro. Nel 2008 è nato il clone di CALVARO V, ma a parte un video pubblicato dalla Cryozootech dove affronta i suoi primi salti nel 2013, il cavallo da un punto di vista sportivo non ha mai prodotto risultati. Non sono registrati suoi figli.

Nel 2013 il clone di LEVISTO, LEVISTO ALPHA Z, all’età di 4 anni ha partecipato alle finali dei Campionati in Belgio realizzando un doppio netto. A 5 anni ha partecipato ai Campionati del Mondo per giovani Cavalli ma successivamente sono state poche le partecipazioni in gara di questo clone, e al momento la sua carriera sportiva non sembra ricalcare quella di LEVISTO. Riguardo alla sua produzione sono 13 i prodotti di questo stallone, 2 nati nel 2002 mentre gli altri dal 2014 al 2016.

Più alto il numero di figli prodotti dal clone di CHELLANO, CHELLANO ALPHA Z nato nel 2008. Oltre 70 figli registrati quasi tutti Z. CHELLANO ALPHA Z non ha svolto una carriera sportiva.

Chellano Alpha Z - Ph: Zangersheide
Chellano Alpha Z – Ph: Zangersheide

Il clone di AIR JORDAN, AIR JORDAN ALPHA Z è nato nel 2009 ha saltato fino a cat. 1,30 m e ha prodotto numerosi figli a partire dal 2014, anche in questo caso quasi tutti registrati Z.

Nel 2009 sono nati anche 3 cloni della leggendaria RATINA Z. I loro nomi sono RATINA ALPHA Z, BETA Z e GAMMA Z. RATINA GAMMA Z è quella che ha prodotto più figli tra cui lo stallone CLARITINO Z nato nel 2012 e approvato Z. Anche Joris de Brabander ha un prodotto da uno dei cloni di RATINA Z.

TOP GUN CRYOZOOTECH è nato nel 2010 ma al momento non ha né figli registrati né risultati sportivi.

Il basso numero di figli prodotti dai cloni può far sorgere dei dubbi sulla reale fertilità che questi possono avere, ma potrebbe anche essere il risultato di una iniziale diffidenza da parte degli allevatori nell’utilizzare questi stalloni. L’eccezione è sicuramente Zangersheide che ha sempre sostenuto la produzione e l’utilizzo dei cloni come riproduttori. Solo il tempo ci potrà dire se la scelta è stata lungimirante o solo un tentativo andato male.

  • La questione etica

Per alcune persone la manipolazione genetica che si spinge oltre i limiti di quello che succede in natura, non è morale. Un argomento difficile da controbattere perché legato alla sensibilità di ognuno di noi. Alcuni argomentano inoltre il loro rifiuto considerando la clonazione un affronto alla dignità dell’animale.

In alcuni casi problemi di salute nei foal e neonati clonati possono essere un motivo per non accettare da un punto di vista etico la clonazione. Il benessere animale è infatti uno degli argomenti che più vengono utilizzati contro la clonazione del cavallo, anche se ad oggi non ci sono dati sul lungo periodo per poter affermare che un cavallo adulto clonato avrà una vita media inferiore o delle patologie particolari legate alla clonazione stessa.

Diverso il caso in cui la clonazione può servire come strumento per permettere la conservazione di specie o razze in via di estinzione, in questo caso il rapporto costi/benefici potrebbe andare a favore della clonazione.

Studbook come quello dei Purosangue o dei Quarter Horse non permettono la registrazione di cloni, al contrario di quello che avviene negli Studbook riconosciuti dalla WBFSH. Inizialmente la FEI bandì l’uso dei cloni come cavalli sportivi ma alcuni anni più tardi, nel 2012, venne concessa la partecipazione dei cavalli clonati e della loro progenie in competizioni FEI, aprendo quindi a questa nuova opportunità.

Se lo scopo di clonare un cavallo è quello di riprodurre una copia fedele all’originale abbiamo visto che così non è. Ogni individuo è unico, ed è il frutto non solo del suo patrimonio genetico ma anche di tutto ciò che ha incontrato nel suo cammino di essere vivente, dall’ambiente esterno che ne ha condizionato la crescita, dal modo in cui è stato allevato, addestrato, dagli eventi occorsi nella sua vita. Nessuno potrà mai essere l’esatta copia di un altro……per fortuna!!!

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