Allevare in Italia non è un’impresa facile, le difficoltà quotidiane che tutti gli allevatori devono affrontare sono moltissime e spesso sono la passione e gli investimenti personali quelli che permettono ad un allevatore di continuare in questa bellissima professione.

Le istituzioni sono spesso lontane dalle esigenze degli allevatori ed ecco che questi si sono nel tempo organizzati autonomamente costituendo delle associazioni al fine di portare avanti gli interessi del comparto allevatoriale.

Una delle associazioni di allevatori che da più tempo è presente nel nostro Paese è Cavalli d’Italia.

In questi giorni abbiamo assistito ad un cambio dei vertici dell’Associazione che vede come attuale nuovo presidente Fabrizio Contilli. E’ rimasta invece nel suo incarico di vice presidente Silvia Baroncelli affiancata dai consiglieri Renata Carniglia, Renato Casiroli e Antonio Rundine.

Per capire quali sono le idee e le  iniziative che l’associazione intende portare avanti abbiamo intervistato Fabrizio Contilli e Silvia Baroncelli, che ci hanno raccontato come Cavalli d’Italia intende affrontare questa nuova sfida.

Proprio Fabrizio Contilli è stato uno dei fondatori di Cavalli d’Italia:

FC: “Insieme ad un gruppo di allevatori fondai Cavalli d’Italia nel 2011. Oggi dopo 6 anni mi trovo alla guida di questa associazione, con l’intenzione, insieme alla mia squadra di darle una nuova veste lavorando a fianco e per gli allevatori, coinvolgendoli tutti dal primo all’ultimo, da quello che produce per passione, e magari con un solo prodotto ogni tanto, a quello che lo fa a livello imprenditoriale. Il mio intento è quello del vero cambiamento facendo in modo che sia tutta la filiera a beneficiarne. Tralasciamo il passato, voltiamo pagina dimenticandoci errori e rancori. L’unione fa la forza e questo è quello che con la mia squadra cercherò di raggiungere piano piano con il tempo. “

SB: “Cavalli d’Italia vuole essere un associazione veramente al servizio degli allevatori, che si fa portavoce delle loro esigenze davanti alle istituzioni. Vuole difendere gli interessi comuni al fine di poter rendere anche in Italia l’allevamento un’attività imprenditoriale e redditizia. Ci sono alcune cose da migliorare  in Italia  e noi allevatori dobbiamo unirci e farci sentire come una voce comune. Noi siamo gente pratica, non avvezza alla politica, e questa deve rimanere la nostra caratteristica principale, guidati dal buon senso del bravo allevatore.

Fabrizio in questi primi giorni da presidente che tipo di reazioni hai raccolto da parte degli allevatori?

In questa settimana di mandato ho ricevuto tantissimi consensi dalle persone; questo mi ha dato ancora di più lo stimolo per continuare su questa strada, quella della trasparenza, correttezza e serietà nei rapporti e nel modo di operare e soprattutto nel modo di porsi con le persone. In pochi giorni abbiamo ridato vita a questa associazione triplicando in soli cinque giorni gli iscritti.”

Un ottimo inizio che quindi vi spronerà a fare sempre meglio e sempre di più. L’aumento degli iscritti evidenzia una forte esigenza da parte degli allevatori di trovare qualcuno che gli rappresenti.

FC: “Vado orgoglioso della squadra che mi è a fianco, allevatori con i quali, oltre all’amicizia che ci lega da tempo, mi trovo in piena sintonia su tutto. Tra noi non esistono differenze di ruolo, a parte sulla carta, qualsiasi decisione viene presa di comune accordo. Vorrei che tutti gli associati fossero coinvolti nelle attività dell’associazione, il direttivo serve solo per dare indicazioni ma poi abbiamo bisogno del supporto di tutti  affinchè l’associazione possa vivere e agire.

A questo scopo stiamo mettendo insieme dei gruppi di lavoro all’interno dell’associazione ognuno dei quali si occuperà di una tematica o un’attività specifica. Questo perché le cose in ponte sono tante e serve il contributo di ognuno di noi perché il meccanismo funzioni e sia a vantaggio di ogni singolo allevatore. Siamo tutti ingranaggi dello stesso meccanismo e dobbiamo lavorare insieme affinchè funzioni

Siete quindi disponibili a collaborare con altre associazioni di allevatori?

SB: “Certamente si, i problemi degli allevatori sono comuni a tutti e anzi vogliamo sentire le voci di tutti per poter essere di aiuto.  Dove ci sono gli allevatori c’è Cavalli d’Italia.  Siamo inoltre aperti a collaborare con le istituzioni, sempre nell’interesse primario degli allevatori.”

FC: “Importantissima per noi è la collaborazione con le Istituzioni, MIPAAF e FISE, mantenendo quella serietà e professionalità che ci accomuna tutti. Vogliamo mettere in atto una collaborazione che sia fattiva, che porti benefici pratici agli allevatori. L’obiettivo è quello di farsi portavoce dei problemi che riguardano tutti ma anche quello di trovare sempre un modo propositivo di interagire con le Istituzioni.”

C’è la volontà, di costituire un Board Allevatori all’interno del MIPAAF. Cosa ci potete dire in merito?

SB: “Posso dire di essere stata contattata per far parte di questo Board Allevatori in rappresentanza di Cavalli d’Italia. C’è anche da dire però che ancora siamo in una fase embrionale per quanto riguarda la costituzione del Board, che dovrebbe ospitare al suo interno i rappresentanti delle varie associazioni di allevatori.”

E come fare a capire e raccogliere le esigenze di tutti?

SB: “Vogliamo organizzare degli incontri sul territorio con gli allevatori, da Nord a Sud, andando ad ascoltare quali siano i loro bisogni, conoscere le singole realtà per fare in modo di poter aiutare in maniera molto pratica gli allevatori italiani.”

FC: “ Nel nostro Paese esistono diverse realtà allevatoriali con i loro problemi e caratteristiche peculiari. Ogni zona ha le sue esigenze e stiamo organizzando già in questi giorni degli incontri con gli allevatori di alcune regioni del Sud per andare a parlare con loro, scambiarci idee e opinioni e raccogliere le loro richieste.”

Se dovessimo stilare alcuni punti programmatici, quali sono le prime cose che vorreste mettere in atto?

FC: “- Come ho già accennato, formare dei gruppi di lavoro esterni al direttivo, dove ciascuno si dovrà occupare di una tematica specifica. Su questo siamo già partiti con alcuni allevatori con cui sono in contatto per quanto concerne la programmazione di corsi di formazione sia in campo allevatoriale che alimentare.

Stipulare delle convenzioni con i proprietari di stalloni e con i distributori di seme per avere una scontistica sulle monte degli stalloni, e su qualsiasi altro tipo di servizio. Anche per quanto riguarda questo punto abbiamo già messo in atto delle convenzioni per i soci che sono già visibili nel sito dell’Associazione.

Incontrare gli allevatori su tutto il territorio nazionale per toccare con mano le realtà diverse di ogni regione e per raccogliere le difficoltà di ciascuno. Partiremo già da aprile con degli appuntamenti che abbiamo fissato con allevatori che ci hanno dato la loro disponibilità ad organizzare la giornata.

– Organizzare più eventi distribuiti su tutto il territorio nazionale al fine di dare la possibilità indistintamente a tutti di poter partecipare.

– Organizzare un Asta di Elite di puledri di tre anni, selezionati da una commissione su tutto il territorio nazionale. Questo evento, come funziona negli altri paesi d’Europa, cercheremo di farlo diventare un appuntamento annuo fisso dove viene presentata ogni anno al mercato la migliore produzione di tre anni italiana.

Selezione dei riproduttori italiani maschi e femmine.

Cataloghi e pubblicazioni varie per incentivare il mercato. Sarà riproposto il Catalogo Foal che ha suscitato molto interesse la scorsa edizione.

Quello che emerge da questa intervista è sicuramente l’entusiasmo e la volontà di portare avanti un cambiamento nel comparto allevatoriale.
E’ inoltre benvenuto da parte dell’associazione l’aiuto e la collaborazione di tutti gli allevatori che vogliono scommettere su Cavalli d’Italia e ne vogliano attivamente prendere parte.

Chi fosse interessato ad associarsi può contattare Fabrizio Contilli, Silvia Baroncelli e gli altri componenti del direttivo o andare sul sito di Cavalli d’Italia.

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