Un’importante cambiamento è stato messo in atto da parte del MiPAAF per quello che riguarda la normativa che regola chi debba legittimamente considerarsi l’allevatore di un puledro nel caso questo sia stato acquistato come embrione.

La problematica è emersa recentemente, con il diffondersi sempre più del commercio degli embrioni, un mercato in continua crescita che permette di acquistare genetiche importanti, che altrimenti sarebbero economicamente proibitive.

A fine aprile avevamo pubblicato un articolo riguardante proprio questo argomento, nel quale veniva chiarito quale fosse il punto di vista della WBFSH al riguardo.

La raccomandazione che la WBFSH aveva dato a tutti i libri genealogici era quella di riconoscere “come legittimo allevatore del foal colui che è proprietario della fattrice (intesa anche come ricevente) o colui che ne detiene i diritti e registra il puledro al momento della sua nascita nel Libro Genealogico che gli rilascerà il certificato. “

Il MiPAAF si è adeguato alla richiesta degli allevatori italiani ed ha pubblicato un decreto che modifica le norme vigenti che definivano come “allevatore” il proprietario della fattrice al momento della nascita del prodotto, impedendo in tal modo il riconoscimento del diritto di allevatorietà all’acquirente dell’embrione.

Nel decreto si afferma che è stato considerato lo sviluppo a livello internazionale di un nuovo mercato di embrioni provenienti da cavalle qualitative che svolgono una carriera sportiva di successo e che in un momento di forte crisi allevatoriale questa pratica offre un’importante opportunità agli allevatori italiani di attingere ad una genetica europea altrimenti economicamente irraggiungibile, dando la possibilità di poter conseguire un importante arricchimento del patrimonio genetico italiano. 

D’altra parte l’allevatore che acquista un embrione va incontro a dei costi elevati e si assume dei rischi riguardo la gravidanza e la nascita, ma prima di queste anche riguardo il trasferimento in una ricevente, se l’embrione viene acquistato congelato.

Nella riunione del 24 ottobre 2016 la Commissione Tecnica Centrale trattando l’argomento ha espresso il proprio parere favorevole al riconoscimento della qualifica di allevatore e proprietario del prodotto in favore di colui che acquista l’embrione. Questo “tenuto conto altresì che anche a livello europeo diversi stud book consentono il riconoscimento della qualifica di allevatore a soggetti diversi dal proprietario della fattrice”

In Particolare si decreta che:

il proprietario dell’embrione è considerato allevatore del prodotto che nasce e dovrà inviare all’Ufficio centrale del libro genealogico, entro il 31 dicembre dell’anno di effettuazione dell’impianto embrionale, formale notifica dell’avvenuto intervento recante i proprio estremi identificativi, le date dell’espianto e dell’impianto, gli identificativi dello stallone, della donatrice, della ricevente, del fornitore degli embrioni se diverso dal proprietario della donatrice al momento dell’espianto, del gruppo di raccolta che ha eseguito l’espianto e del veterinario che ha eseguito l’impianto embrionale”

Una norma che consente al nostro Paese di essere al passo con gli altri Libri Genealogici europei e che quindi ci rende maggiormente competitivi sul mercato internazionale.

Ma se chiunque pagando potrà dirsi allevatore di un importante soggetto si correrà il rischio di perdere la figura “classica” dell’allevatore che selezionava meticolosamente le sue linee e magari si distingueva dagli altri proprio per le capacità di mantenere in allevamento le migliori femmine?
Dobbiamo aspettarci un’evoluzione di questa figura che è sempre invece stata legata al suo, e solo suo patrimonio di fattrici che costituivano il  “tesoro” di ciascuno di loro?

Probabilmente, almeno per adesso, non completamente. Questo perchè le fattrici più prestigiose, i cui embrioni sono l’oggetto del mercato attuale, possono comunque produrre un numero di figli limitato se paragonato al totale delle nascite. Inoltre la spesa ad oggi necessaria per ottenere gli embrioni rimane elevata, e risulta economicamente vantaggioso produrre embrioni da commercializzare tramite ovum pick-up e fecondazione ICSI solo per le fattrici più prestigiose.

Chi ha fatto fino ad oggi un’ottima selezione sulle proprie linee producendo soggetti sportivamente qualitativi, continuerà a farlo e continuerà ad ottenere i propri successi allevatoriali. Di pari passo ci saranno coloro che investendo potranno dirsi allevatori di puledri nati da madri prestigiose, in un allevamento sempre più globalizzato.

Per il decreto completo clicca qui

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