Produrre soggetti che raggiungeranno il successo nelle competizioni sportive è lo scopo principale di chi alleva, ma altrettanto importante è produrre soggetti sani e robusti per evitare che vengano ritirati troppo presto dalle competizioni a causa di un problema  fisico.
Produrre cavalli con una buona longevità sportiva deve essere quindi uno degli obiettivi primari di ogni allevatore  anche se, molto spesso, altri fattori oltre all’integrità fisica del cavallo, possono influenzare la durata degli anni di attività agonistica, primo fra tutti la corretta gestione da parte del cavaliere che lo monta.

Conoscere la longevità sportiva dei figli è un’informazione importante da prendere in considerazione quando si opera la scelta dello stallone, e dovrebbe essere un parametro che influenza il valore genetico dello stallone, ma che in realtà non viene inserito nel calcolo degli indici genetici. Questo perché è una caratteristica che si può valutare solo dopo molti anni che lo stallone ha iniziato a coprire, quando almeno una parte dei suoi figli è arrivata a fine carriera, ed è quindi complicato introdurlo nel calcolo dell’indice genetico, soprattutto per i soggetti più giovani.

Uno studio portato avanti dai ricercatori dall’istituto di ricerca francese INRA pubblicato sulla rivista scientifica “Journal of Animal Science” ha valutato la longevità sportiva nei cavalli da salto ostacoli prendendo in considerazione cavalli dai 4 anni in poi che hanno partecipato a competizioni di salto ostacoli in Francia dal 1972 al 2008. Lo studio ha incluso i dati ottenuti da 209.296 cavalli.

I risultati dello studio hanno messo in evidenza come il primo anno di gare sia cruciale per il proseguimento della carriera sportiva dato che il 13% dei cavalli hanno interrotto la loro attività dopo il primo anno. Nel secondo e terzo anno la probabilità di interrompere la carriera sportiva rimane stabile (circa il 10%) e aumenta poi con l’aumentare degli anni di gare, come atteso.

La causa per cui l’attività sportiva termina non è conosciuta per i cavalli inclusi nello studio, può quindi dipendere da fattori legati alla salute del cavallo ma anche del cavaliere, dal fatto che alcuni cavalli vengono venduti e non partecipano più a competizioni con il nuovo proprietario, o che alcuni cavalieri non professionisti smettono di montare e ad altro ancora.

IL “MIGLIOR PADRE” E IL “PEGGIOR PADRE”

Degli stalloni padri dei cavalli inclusi nell’analisi è stata stimata la longevità sportiva dei figli, e sono stati messi a confronto il “miglior padre”, ovvero quello con figli sportivamente più longevi, e il “peggior padre”, ovvero quello con i figli sportivamente meno longevi.

Nel caso del “padre peggiore” già dopo il primo anno di gare c’è stata una riduzione del 20% del numero dei figli in gara, riduzione che nel caso del “miglior padre” è stata del 10%.

Dopo due anni di gare il “peggior padre” ha subito una riduzione del 30% del numero dei figli in attività sportiva, mentre il “miglior padredel 17%.

Dopo 3 anni di attività sportiva il numero dei figli in gara per il “miglior padre” era il 78% circa mentre era il 62% per il “peggior padre”.

Dopo 7 anni di gare il 50% dei figli del “miglior padre” sono sempre in gara contro il 27% dei figli del “peggior padre”.

I cavalli con minori risultati sportivi sono risultati quelli con una maggiore probabilità di interrompere prima la carriera agonistica rispetto a quelli con migliori risultati. Questo può dipendere dalla scelta del cavaliere che decide di mantenere nello sport solo i suoi migliori soggetti, e non solo dal fatto che un cavallo che ha scarsi risultati potrebbe essere un cavallo con problemi fisici.

Questa relazione minori risultati-minore longevità sportiva non vale per le femmine, perché per loro possono essere diversi i fattori che ne determinano l’interruzione della carriera agonistica. In generale infatti  la carriera sportiva è più lunga per i castroni, seguiti dagli stalloni e infine dalle femmine, probabilmente perché queste ultime vengono ritirate prima dai campi di gara per essere utilizzate in allevamento. Nel caso dei castroni, non potendo essere utilizzati per altro scopo, si tende a mantenerli in attività il più possibile, probabilmente anche quando sono meno competitivi.

Da questo studio appare chiara la relazione tra la longevità sportiva dei cavalli e lo stallone che li ha prodotti. La scelta del riproduttore ha quindi un peso importante in tal senso e dovrebbe essere valutata, quando è possibile, anche alla luce di ciò.

LONGEVITA’ SPORTIVA DEI FIGLI DI CORNET OBOLENSKY, KANNAN, FOR PLEASURE E DIAMANT DE SEMILLY

L’analisi condotta nello studio dell’INRA ha preso in considerazione cavalli in gare nazionali in Francia per i quali è stato possibile monitorare tutta la carriera sportiva a meno che questi non venissero venduti all’estero.

Volendo analizzare la longevità sportiva dei figli dei top sire in cima alle classifiche degli stalloni a livello globale, quello che è possibile fare è monitorare la carriera sportiva dei figli fin tanto che questi gareggiano in competizioni FEI.

A tale scopo sono stati presi in considerazione solo i cavalli che saltano in categorie da 1,50m a 1,60m perché sono quei soggetti che più difficilmente, una volta terminata la loro attività in competizioni FEI, vengono declassati e impiegati in competizioni nazionali. In altre parole è più probabile che una cavallo che salta le cat. di 1,40m nei CSI possa essere venduto ad un dilettante che lo impieghi in concorsi nazionali (e quindi sparire dalle competizioni FEI anche se non ha terminato la sua carriera sportiva), piuttosto che immaginare un cavallo di primo livello che una volta smesso di saltare le cat. di 1,60m vada a fare le cat. di 1,20m in gare nazionali. Per questo tipo di cavalli è più facile immaginare che quando questi terminano la loro carriera nelle competizioni FEI, smettano del tutto di saltare.

E’ ovviamente un approssimazione che porterà a sottostimare leggermente la reale età in cui i cavalli terminano la loro attività agonistica.

Quella che si presenta è quindi più una fotografia della durata della carriera agonistica in competizioni FEI, più che una reale longevità sportiva intesa fino al momento in cui il cavallo termina qualsiasi tipo di competizione.

Considerando questi distinguo è possibile tentare di analizzare per alcuni stalloni la longevità della loro progenie. Sono stati considerati tutti i figli in cat 1,50-1,60m nati prima del 2008 compreso, escludendo quelli tutt’ora in attività.

Gli stalloni sono: CORNET OBOLENSKY (129 figli considerati), KANNAN (206 figli considerati), DIAMANT DE SEMILLY (170 figli considerati) e FOR PLEASURE (148 figli considerati).

Per questi stalloni è stata calcolata l’età media in cui i figli che saltavano le categorie 1,50m-1,60m hanno smesso di essere presenti in competizioni FEI.

  • Per CORNET OBOLENSKY l’età media in cui i figli hanno terminato la loro attività è di 10,9 ± 1,3 anni. Si va da un minimo di 9 ad un massimo di 13 anni.
  • Per KANNAN l’età media in cui i figli hanno terminato la loro attività è di 12,1 ± 2,1 anni. Si va da un minimo di 8 ad un massimo di 17 anni.
  • Per DIAMANT DE SEMILLY l’età media in cui i figli hanno terminato la loro attività è di 12 ± 2,2 anni. Si va da un minimo di 9 ad un massimo di 19 anni.
  • Per FOR PLEASURE l’età media in cui i figli hanno terminato la loro attività è di 11,4 ± 2,4 anni. Si va da un minimo di 8 ad un massimo di 18 anni.

CORNET OBOLENSKY risulta quello con l’età media dei figli più bassa e anche quello con un’età massima dei figli più bassa: 13 anni contro i 17 di KANNAN, i 18 di FOR PLEASURE e i 19 di DIAMANT DE SEMILLY.
Per KANNAN e DIAMANT DE SEMILLY i valori sono invece del tutto sovrapponibili.

Dato che tutti questi stalloni hanno ancora numerosi figli in gara, per avere un dato definitivo per ogni stallone si dovrebbe attendere che tutti i suoi figli abbiano terminato la loro attività sportiva.

Ricard, A., & Blouin, C. (2011). Genetic analysis of the longevity of French sport horses in jumping competition. Journal of animal science, 89(10), 2988.

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