Sappiamo che l’influenza del purosangue è stata fondamentale nella storia dell’allevamento del cavallo moderno, quando da cavalli utilizzati per lo più per il lavoro si è voluti passare a cavalli più leggeri e atletici, selezionati per lo sport.

Ad esempio in Holstein l’introduzione del purosangue è iniziata già nel XIX° secolo.
Successivamente negli anni ’50 l’apporto del purosangue è stato fondamentale con l’inizio della selezione del cavallo sportivo, adatto alla disciplina del salto ostacoli, ma anche del dressage. Oggi circa il 26% del pool genico (insieme di tutti i geni della popolazione) dell’ Holstein è costituito dal Purosangue Inglese.
Stessa cosa è avvenuta in Hannover dove il Purosangue Inglese ha invece contribuito a circa il 35% al pool genico della popolazione.

Per gli allevatori incrociare con il purosangue è stata la regola fino a circa 20 anni fa, quando ancora c’era la necessità di alleggerire e apportare sangue per ottenere dei soggetti che potessero adattarsi all’evoluzione della disciplina del salto ostacoli. I percorsi diventavano sempre più leggeri, delicati, richiedevano cavalli molto atletici, veloci, con ottimi riflessi e non era più sufficiente solo avere tanta forza per superare altezze imponenti.

Oggi che abbiamo raggiunto un livello nella selezione che ci permette di avere atleti con tutte queste caratteristiche è giusto chiedersi se l’incrocio con il purosangue, che tanto importante è stato nel passato, sia sempre da considerare oppure non più.

Un’altra questione di rilievo è quella che concerne la percentuale di purosangue nei cavalli da salto ostacoli. E’ vero che questa può variare molto, basta guardare la genetica di alcuni cavalli anche scelti a caso da un ordine di partenza, e il range che possiamo trovare va solitamente da un massimo del 70% ad un minimo del 20%. Quindi piuttosto ampio.

Ma se ci focalizziamo solo sui migliori soggetti del panorama internazionale e sui migliori riproduttori, vengono fuori delle indicazioni ben precise.

A questo scopo sono stati esaminati i migliori 100 cavalli del circuito di salto ostacoli del 2019 e i migliori 100 padri, sia quelli presenti nella classifica FEI-WBFSH del 2010 che del 2019.

 I TOP 100 CAVALLI DELLA CLASSIFICA 2019 FEI-WBFSH

La conferma del fatto che l’incrocio con il purosangue oggi non è più una pratica allevatoriale comune ce la danno i primi 100 cavalli della classifica FEI-WBFSH del 2019.

Figura 1
Figura 1

Nella genealogia di questi cavalli il purosangue è raro trovarlo nelle prime generazioni: solamente 1 cavallo su 100 ha un nonno purosangue (2° generazione) e 17 su 100 ce l’hanno in terza generazione.
La maggior parte dei cavalli ha un antenato purosangue solo in quarta (42 cavalli) o in quinta generazione (40 cavalli). Non per questo possiamo dire che i migliori cavalli del circuito internazionale non siano cavalli sufficientemente insanguati.

Infatti andando ad esaminare la percentuale di purosangue di ognuno di loro emerge che solo uno di loro ha una percentuale al di sotto del 20% e 8 hanno una percentuale che va dal 20% al 30%.

La gran parte dei migliori saltatori hanno una percentuale che va dal 31 al 50%. In particolare 33 cavalli dal 31% al 40% e 39 cavalli dal 41% al 50%.

Aumentando ancora la percentuale di purosangue però, diminuisce il numero di cavalli: 15 con una percentuale dal 51% al 60% e solo 4 con una percentuale dal 61% al 70%.

Figura 2
Figura 2

Questi dati ci indicano chiaramente quale sia la percentuale di purosangue che prevale nei migliori 100 cavalli della ranking mondiale, un’informazione di particolare importanza nel momento in cui si ha la necessità di studiare degli incroci.

 I TOP SIRE: CONFRONTO TRA I MIGLIORI DEL 2010 E DEL 2019

Per capire come si è evoluta negli ultimi anni la percentuale di purosangue nella genetica dei migliori riproduttori al mondo per il salto ostacoli, sono state prese in considerazione le classifiche dei migliori 100 padri del 2010 e del 2019. Per ognuno dei 200 stalloni è stata guardata le percentuale di purosangue e sono poi stati messi a confronto.

Figura 3
Figura 3

Sia nel 2010 che nel 2019 la fascia di stalloni con una percentuale di purosangue tra il 41% e il 50 % è stata quella più rappresentata, anche se con delle differenze.

C’è infatti stata un evoluzione negli anni che ha portato ad una crescita del numero degli stalloni in questa fascia percentuale. Si è passati dai 32 nel 2010 ai 40 nel 2019.

Sia che nel 2010 che nel 2019 seguono le due fasce subito superiore o inferiore, ovvero quella che raggruppa gli stalloni con una percentuale di purosangue tra il 31% e il 40% e tra il 51% e il 60%.

Anche qui però ci sono delle differenze: se nel 2010 queste due fasce praticamente si equivalevano come numero di stalloni (22 e 23 rispettivamente), nel 2019 cresce la fascia tra il 31 e il 40% (30 stalloni) rispetto a quella tra il 51% e il 60% (18 stalloni), rispecchiando praticamente lo stesso trend che ci ha fatto vedere prima il grafico riferito ai migliori 100 cavalli del circuito di salto ostacoli.

Nel 2019 sono diminuiti anche il numero di stalloni nelle due fasce più estreme rappresentate nel grafico (20-30% e 51-60%), con valori fotocopia se paragonati sempre al grafico dei migliori 100 cavalli.

In sintesi si può dire che negli ultimi 10 anni la percentuale di purosangue ha avuto lo stesso trend sia nei migliori riproduttori che nei migliori saltatori, che sono nella maggior parte dei casi la loro progenie.

La percentuale che racchiude il maggior numero di soggetti è quella che va dal 41 al 50%, seguita a breve distanza da quella che va dal 31 al 40%.

Percentuali piuttosto alte se si considera che l’attuale cavallo sportivo è di per se un mix di razze che sono state incrociate per ottenere il cavallo moderno che oggi tutti noi conosciamo.

Tornando quindi alla domanda iniziale nella quale ci chiedevamo se ancora oggi c’è bisogno di incrociare il purosangue inglese per selezionare cavalli da salto ostacoli, si può rispondere che al momento il sangue non manca, ed infatti i principali Studbook sembrano muoversi proprio in questa direzione.

Questo non vuol dire che se in futuro nella popolazione si andassero a perdere i geni del purosangue che ha dato storicamente un grande contributo alla realizzazione del cavallo moderno, si potrà pensare di nuovo a reintrodurlo negli incroci.

©BSH riproduzione riservata

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