Allevare è certamente molto bello. Vedere nascere ogni anno nuovi puledri su cui si è investito tanto sia economicamente che emotivamente, carica di aspettative ogni allevatore che sogna di essere l’artefice della nascita di un futuro campione.

Sappiamo che è fondamentale la selezione della fattrice, ma in questo caso vogliamo parlare invece di quella dello stallone.

Meglio scegliere uno stallone giovane o uno stallone “vecchio” di cui si conosce bene la produzione, i pregi e i difetti che trasmette, di cui si hanno degli indici genetici attendibili e si conoscono le linee di sangue con cui si sposa meglio?

In teoria lo stallone giovane dovrebbe essere il frutto della selezione che, se è andata nella giusta direzione, dovrebbe migliorare la popolazione di partenza. In altre parole per lo meno alcuni dei figli dovrebbero essere migliori dei padri. Il problema è individuare quali.

Purtroppo nel cavallo da sella i tempi della selezione sono molto lunghi perché l’intervallo di generazione, ovvero l’età media dei genitori alla nascita della progenie, è alto.

Per poter ridurre l’intervallo di generazione e aumentare la velocità con cui agisce la selezione un metodo è quello di diminuire l’età degli stalloni utilizzati.

Ma oggi molti degli stalloni più richiesti sono stati, o sono tutt’ora, dei performer che hanno dimostrato sul campo le loro doti sportive. Non si possono quindi considerare giovani. Aspettare più di 10 anni prima di utilizzare uno stallone si traduce inevitabilmente in un miglioramento della popolazione di partenza che avviene lentamente.

Alcuni Paesi si stanno muovendo per affrontare questo problema. In Francia per ridurre l’intervallo di generazione è stato adottato il programma Génétique Avenir che promuove l’uso dei giovani riproduttori per meglio valutare precocemente la loro qualità. Un altro esempio è la selezione genomica intrapresa sia nel Selle Francais che nel KWPN.

Questi approcci sono da tempo applicati ad altre specie di animali da reddito come i bovini o i suini, dove il miglioramento genetico delle diverse razze è molto più rapido rispetto a quello che avviene nei cavalli.

Ma a differenza degli altri animali da reddito nel cavallo sportivo gli investimenti sui singoli soggetti spesso sono notevoli, soprattutto nel nostro Paese. Allevarli, addestrarli, portarli in gara per riuscire a valutarli è oneroso e per questo motivo la scelta dello stallone deve offrire delle garanzie.

E qui nasce il dilemma della scelta.

Per valutare la qualità di un riproduttore ci si affida spesso alle classifiche delle somme vinte dai figli. Quella stilata ad esempio ogni anno dalla WBFSH ha un peso importante per gli allevatori, e uno stallone ai primi posti della classifica acquista una notorietà che si tradurrà l’anno successivo senza dubbio in un cospicuo numero di monte.

Questo tipo di classifica non tiene però conto del fatto che, ammettendo di avere due stalloni che producono con una qualità media analoga, se uno dei due copre molto più dell’altro avrà di conseguenza più figli che gli daranno punti rispetto allo stallone poco utilizzato. Di conseguenza il primo si troverà in classifica più in alto del secondo, nonostante la produzione dei due non sia diversa in termini qualitativi.

Per ovviare a questo problema si cercano metodi di valutazione della progenie alternativi, come la media delle somme vinte per ogni figlio o degli indici che possano valutare la qualità media della progenie. E’ il caso dell’IPV (International Progeny Value) adottato da Horsetelex.

In questo articolo, invece di considerare le somme vinte, si è provato a calcolare quanti figli in percentuale sul totale dei nati hanno saltato in categorie 1,45-1,60m.
E’ quello che è già stato fatto su alcuni stalloni nella sezione del blog “Stalloni in Numeri”.

Per avere un confronto più ampio tra i vari riproduttori sono stati considerati i primi 70 stalloni della classifica della WBFSH del 2017 e per ognuno di loro si è andati a valutare la percentuale di figli che hanno saltato in cat. 1,45-1,60 m nati prima del 2008, in modo da considerare cavalli con un’età dai 9 nove anni in poi.

Nella classifica sono presenti sia stalloni molto vecchi (alcuni ormai deceduti) ma anche più giovani, in modo da poter paragonare generazioni diverse.
I risultati ottenuti sono il frutto dell’elaborazione dei dati presenti nelle due più importanti banche dati on line che comunemente ognuno di noi utilizza: Horsetelex e Hippomundo.
Prendendo per buoni questi dati quello che si può dire è che certamente non sono mancate le sorprese.

Ci sono stati ad esempio numerosi stalloni considerati dei razzatori, tra i migliori padri al mondo, che hanno dato delle percentuali più basse di quello che ci si poteva attendere.

Dato che alcuni di questi sono stalloni nati negli anni ’80, è inizialmente sorto il dubbio che le prime annate di produzione non fossero ben rappresentate nelle banche dati. Si è quindi proceduto a ricalcolare le percentuali considerando figli nati in periodi di tempo più recenti. Ma in tutti i casi le percentuali così ottenute si scostavano di poco rispetto da quella iniziale.

Ad esempio per QUIDAM DE REVEL i primi figli sono nati nel 1988. Sono stati considerati inizialmente tutti i figli dal 1988 al 2008, poi si è ristretto il campo ai figli nati dal 1994 al 2008 e infine a quelli nati dal 1998 al 2008. Ma nonostante siano stati esclusi i primi anni di monta le percentuali sono rimaste praticamente invariate: tutte intorno al 14%, cosa che ha rafforzato ancora di più il dato ottenuto inizialmente.

I 70 stalloni considerati sono stati divisi in 6 classi sulla base delle diverse percentuali di figli saltatori in cat. 1,45-1,60m.

Da sottolineare che tra i 70 stalloni ci sono alcuni che hanno una progenie poco numerosa rispetto a tutti gli altri. Questi sono DULF VAN DEN BISSCHOP e MALITO DE REVE che non arrivano a 100 prodotti nati fino al 2008.
Questa bassa produzione potrebbe non essere sufficiente per rappresentarli completamente come riproduttori. Sono comunque stati considerati perché tra i 70 migliori padri secondo la classifica della FEI-WBFSH.

Classe 1 dal 35 al 40% Classe 4 dal 15 al 20% Classe 5 dal 10 al 15%
CHACCO BLUE THUNDER VAN DE ZUUTHOEVE QUERLYBET HERO
CORNET OBOLENSKY KANNAN OKLUND
Classe 2 dal 25 al 29% CICERO Z QUIDAM DE REVEL
CATOKI DIAMANT DE SEMILLY CHIN CHIN
BALOUBET DU ROUET CALVARO Z EPHEBE FOR EVER
BERLIN CASSINI I PADINUS
QUAPRICE BOIS MARGOT KASHMIR VAN SCHUTTERSHOF LARINO
FOR PLEASURE COLMAN LORD Z
BALOU DU ROUET CANTURO MALITO DE REVE
QUIDAMS RUBIN DOLLAR DU MURIER CON AIR
CASALL ASK CLINTON DARCO
TOULON NAMELUS R MR BLUE
Classe 3 dal 21 al 24% TANGELO VAN DE ZUUTHOEVE DULF VAN DEN BISSCHOP
QUINTERO CONTENDRO II LUPICOR
ANDIAMO CARETINO CALIDO I
VDL DOUGLAS NABAB DE REVE CANTOS
HARLEY VDL PRESIDENT WANDOR VAN DE MISPELAERE
HEARTBREAKER CONTENDRO I CONTENDER
CLEARWAY NUMERO UNO INDOCTRO
QUASIMODO Z QUICK STAR CASSINI II
CLARIMO OGANO SITTE MYLORD CARTHAGO
VIGO D'ARSOUILLES CORRADO I ORLANDO
STAKKATO VERDI Classe 6 < del 10%
CARDENTO QUADRILLO
CONTACT VAN DE HEFFINCK
ARGENTINUS
CLASSE 1: stalloni con il 35-40% di figli saltatori in cat. 1,45-1,60m.

A questa classe appartengono solo due stalloni che svettano indiscutibilmente su tutti: CHACCO BLUE e CORNET OBOLENSKY. Se CHAMBERTIN, padre di CHACCO BLUE, non è nei primi 70 stalloni, troviamo invece CLINTON padre di CORNET OBOLENSKY che si colloca in una classe più bassa, quella con una percentuale di figli saltatori in 1,45-1,60m tra il 15-20%.

Sui 70 stalloni analizzati CHACCO BLUE e CORNET OBOLENSKY rappresentano solo il 3% circa del totale, una minoranza.

CLASSE 2: stalloni con il 25-29% di figli saltatori in cat. 1,45-1,60m

Nessuno stallone tra i 70 considerati raggiunge percentuali comprese tra il 35 e il 30% e di conseguenza la classe successiva è rappresentata da stalloni con una percentuale di figli in cat 1,45-1,60m compresa tra il 25 e il 29%.
Il totale è di 9 stalloni che rappresentano il 13% circa dei 70 totali.
Tra questi ne troviamo due nati negli anni ’80: FOR PLEASURE e BALOUBET DU ROUET. Quest’ultimo in compagnia di suo figlio BALOU DU ROUET.

Tra i 9 anche 2 figli di QUIDAM DE REVEL che hanno quindi raggiunto percentuali maggiori rispetto al famoso padre: QUAPRICE BOIS MARGOT e QUIDAM’S RUBIN, stallone prematuramente scomparso a soli 8 anni.

Tra i migliori c’è anche uno stallone che è stato un fenomenale sportivo e vincitore internazionale: CASALL ASK che anche in questo caso supera suo padre, il grande CARETINO che troviamo nella classe successiva: 15-20%.

Stessa cosa si può di per TOULON che supera suo padre HEARTBREAKER.

Sempre in questa classe c’è anche uno stallone che nella classifica della WBFSH arrivava nel 2017 solo al 47° posto, proprio per il basso numero di figli prodotti in confronto a molti altri stalloni: stiamo parlando di CATOKI. CATOKI è figlio di CAMBRIDGE padre di CHAMBERTIN, a sua volta padre di CHACCO BLUE.

Tranne BALOU DU ROUET i 5 stalloni (CASALL, QUAPRICE BOIS MARGOT, TOULON, QUIDAM’S RUBIN e BERLIN) dei quali troviamo, tra i 70 stalloni considerati, anche il rispettivo padre, si trovano in una classe superiore se paragonati a lui.

CLASSE 3: stalloni con il 21-24% di figli saltatori in cat. 1,45-1,60m

Sono 10 gli stalloni appartenenti a questa classe, ovvero il 14% circa del totale.

Troviamo di nuovo diversi rappresentanti della linea di QUIDAM DE REVEL. Abbiamo suo figlio QUASIMODO Z e i suoi nipoti VIGO D’ARSOUILLES e QUINTERO.

Incontriamo anche DOUGLAS VDL, discendente di un razzatore famoso, in questo caso DARCO, che scavalca il suo importante padre.

Sempre in questa classe ci sono inoltre due padri accompagnati da uno dei loro figli: HEARTBREAKER e HARLEY VDL (stallone con ancora un numero di figli limitato) e CLEARWAY insieme a CLARIMO.

CLASSE 4: stalloni con il 15-20% di figli saltatori in cat. 1,45-1,60m

Sale il numero dei riproduttori in questa classe che conta 24 stalloni, i quali rappresentano circa il 34% dei 70 stalloni totali.

Qui compaiono nomi altisonanti, nomi di cavalli che hanno fatto la storia dell’allevamento mondiale. Troviamo CARETINO, CASSINI I, CLINTON, CORRADO I, CARDENTO, QUICK STAR, ma anche DIAMANT DE SEMILLY, KANNAN e NABAB DE REVE. Di alcuni di loro abbiamo incontrato i figli nelle classi precedenti. CLINTON può vantare un figlio come CORNET OBOLENSKY, CARETINO il già citato CASALL, NABAB DE REVE suo figlio VIGO D’ARSOUILLES, mentre condivide la stessa classe con un altro importante discendente: KASHMIR VAN SCHUTTERSHOF.

Tra i 24 troviamo anche THUNDER VAN DE ZUUTHOEVE, purtroppo deceduto nel 2010, che si comporta meglio di suo padre, il grande ARGENTINUS che troveremo nell’ultima classe.
La stessa cosa si può dire per OGANO SITTE che supera, anche se di poco, il suo grande padre DARCO, che troviamo anche lui nella classe successiva.

Condividono questa classe anche due fratelli pieni: CONTENDRO I e II.

CLASSE 5: stalloni con il 14-10% di figli saltatori in cat. 1,45-1,60m

Sono 22 gli stalloni che troviamo in questa classe, il 31% circa dei 70 considerati.

Anche in questo caso scorrendo i nomi incontriamo alcuni grandi top sire come QUIDAM DE REVEL, DARCO, CALIDO I, CONTENDER, INDOCTRO e CHIN CHIN.

Tre di loro, QUIDAM DE REVEL, DARCO e INDOCTRO, sono i tre stalloni con il maggior numero di figli nati fino al 2008 tra tutti i 70 stalloni considerati.
Non solo, sono anche i tre stalloni con il maggior numero di figli saltatori in cat 1,45-1,60m.

Questi tre stalloni hanno coperto moltissimo e hanno generato sia ottimi saltatori e, soprattutto QUIDAM DE REVEL, anche eccezionali riproduttori. Sebbene quindi sul totale dei figli nati la percentuale di coloro che hanno poi gareggiato in cat 1,45-1,60 non è tra le più elevate, il loro numero totale è invece molto alto dato l’elevato numero di figli.

Questi tre “padri” hanno pesato moltissimo sulla popolazione dei cavalli da salto ostacoli con i loro geni che sono diffusi ormai in tutti i principali libri genealogici.

CLASSE 6: stalloni con meno del 10% di figli saltatori in cat. 1,45-1,60m

Fanalino di coda sono tre stalloni uno dei quali è annoverato da sempre tra i più importanti riproduttori, ovvero ARGENTINUS che, anche se padre di saltatori di eccezionale qualità, risultano essere una bassa percentuale sull’elevato numero di figli prodotti.

Il secondo è QUADRILLO (da QUIDAM DE REVEL) che, a causa della sua morte prematura, non ha potuto esprimere una produzione elevata, mentre il terzo è CONTACT VAN DE HEFFINCK.

% dei 70 stalloni divisi in base alla classe di appartenenza

La maggior parte degli stalloni considerati raggiunge delle percentuali che vanno dal 10 al 20% di figli in cat. 1,45-1,60m. Il loro numero nel totale rappresenta infatti il 65% dei 70 stalloni.
Il 30% raggiunge invece percentuali più alte, mentre solo il 3% più basse.

Andando a guardare l’età degli stalloni i migliori figli dei grandi razzatori del passato sono spesso, tranne eccezioni come BALOUBET DU ROUET o FOR PLEASURE, migliori dei loro padri.
Ed è grazie a chi ha avuto il coraggio di usare un giovane CORNET OBOLENSKY, VIGO D’ARSOUILLES o TOULON che oggi possiamo annoverarli tra i migliori riproduttori, anche se all’epoca per l’allevatore che li ha scelti ha voluto dire prendere un rischio.
In termini di popolazione se si vuole puntare al suo miglioramento l’uso dei giovani riproduttori è la scelta da fare. Ma ovviamente guardando ognuno al proprio allevamento e alle richieste del mercato, che in genere non premia i figli di giovani stalloni, non tutti comprensibilmente se la sentono di andare in questa direzione.
Non esiste quindi una risposta univoca all’interrogativo meglio uno stallone “giovane” o uno “vecchio”, ognuno adotta la sua politica allevatoriale anche se alcune volte…..

……Il rischio più grande è non rischiare nulla (LB)….

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